Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina: che peccato!

Reggina: che peccato!

Non arriva la vittoria che avrebbe definitivamente rilanciato la Reggina verso la salvezza, nonostante una prestazione più che dignitosa e in cui ciò che prevale è il rimpianto per non aver saputo gestire per due volte

 una situazione di vantaggio e di non aver portato a casa l’ennesima gara casalinga pur mettendo a segno due reti.

E’ il Granillo delle grandi occasioni quello che accoglie la Juventus e nonostante si aspettassero diverse migliaia di sostenitori bianconeri, i sonori fischi riservati alla formazione ospite non hanno certo fatto sentire in trasferta l’undici di Orlandi, alle prese con i noti problemi di formazione.

Gli unici applausi sono per Gigi Buffon che, nel corso della prima frazione, si vede minacciato dalla grande efficacia delle manovre amaranto che in almeno tre circostanze,due volte con Brienza e una con Ceravolo, sfiora i pali della porta juventina con delle conclusioni da buone posizioni a ridosso del limite dell’area di rigore.

La Juventus vista in campo sembra tutto meno che la seconda forza del torneo: soffre tantissimo i tagli e la profondità che l’agile attacco dei padroni di casa danno alla loro squadra, i centrocampisti amaranto danno l’impressione di arrivare sempre prima sul pallonee l’unica zona in cui la Reggina soffre la qualità degli avversari è la difesa.

Camoranesi è il più tonico, ma è Iaquinta a graziare Puggioni.

Il meritato vantaggio amaranto è tutto “made in Sant’Agata”: Adejo crossa alla perfezione per Barillà che inserendosi da sinistra supera il portiere della nazionale che raccoglie il pallone solo quando la sfera ha superato la linea bianca.

La Juventus potrebbe trovare subito il pareggio, ma è Puggioni ad essere superlativo su Nedved. I bianconeri dimostrano affanno perfino nel far girare il pallone e si affidano alle invenzioni dei singoli, ma è la Reggina a poter trovare il pareggio con Ceravolo che, in contropiede, dopo aver superato due uomini, saltando anche Mellberg si defila eccessivamente sulla destra e calcia alto sulla traversa, come farà Camoranesi qualche minuto dopo in perfetta solitudine davanti alla porta avversaria.

In avvio di ripresa, a sistemare le cose per i bianconeri ci pensa Saccani che forse memore di un rigore non concesso nel primo tempo per un intervento di Cirillo, se ne inventa un altro per un contatto che non c’è tra Iaquinta e Adejo.

A non sbagliare è, invece, Del Piero.

La Reggina non è paga, ha coraggio e cuore per resistere agli attacchi avversari, ma anche per ripartire. A una ventina di minuti dal termine è Brienza che suona la carica, dribbla avversari come se fossero birilli, trova Hallfredsson in mezzo che da venticinque metri trova un sinistro incredibile che si insacca sotto l’incrocio.

La Juve al tappeto e per rimetterla in corsa serve un errore difensivo che prima libera Iaquinta al tiro ma Puggioni è ancora superlativo, nell’azione seguente Zanetti raccoglie una palla vagante sul limite dell’area e pareggia i conti.

Senza Vigiani, privo dei novantaminuti nelle gambe e sostituito da Cascione, la Reggina non sembratrovare nel proprio centrocampo la forza propulsiva della prima ora di gioco.

Orlandi prova il tutto per tutto, inserendo Corradi al posto di Barillà, la mossa più logica, forse, fra quelle adottate dal tecnico, bravo nel preparare la gara, ma non irreprensibile nel gestire i cambi.

Dagli altri campi le notizie che arrivano sono quelle brutte che ci si aspettavano tutti e adesso le chiacchiere stanno a zero, la Reggina deve andare a vincere a Bologna e cercare sempre i tre punti da ora in avanti.

Pasquale De Marte