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Per la Juve il Granillo è più ostico di San Siro

A quattro giorni dalla trasferta di Reggio, in casa Juventus sembrano pensare poco alla trasferta sullo Stretto, perchè se su giornali e tv a tenere banco sono questioni relative al calciomercato, al futuro di Ranieri e ai cori razzisti verso Balotelli da parte della tifoseria bianconera, la squadra è concentrata sulla semifinale di ritorno di Coppa Italia.

 

La bistrattata coppa nazionale

 rimane infatti l’ultimo trofeo conquistabile in questa stagione, dopo aver aggrappato per i capelli un pareggio contro l’Inter.

Proprio grazie alla “Beneamata”, da sempre la più acerrima rivale della “vecchia Signora”, si può evidenziare un dato che dà il metro di quanto amaro possa essere il Granillo per Del Piero e compagni.

Negli ultimi sette scontri tra bianconeri e neroazzurri giocati a San Siro ed escludendo quello della stagione in corso, la Juventus è uscita sconfitta solo in una circostanza (3-2 nel 2003-2004).

I numeri variano di poco se si considerano le ultime sette volte in cui il Milan ha ospitato la formazione più scudettata d’Italia: due sono, infatti, le affermazioni rossonere.

A Reggio, invece, sono ben tre le sconfitte nei sette precedenti in campionato. E se la prima, risalente al 18 maggio 2003 (2-1), può essere considerata frutto di una sfida tra una squadra alla disperata ricerca di punti-salvezza e un’altra priva di motivazioni perchè fresca di scudetto, le altre due sono conquistate con prestazioni importanti sul campo e con quel pizzico di buona sorte che serve ad una “piccola” per avere la meglio su una “grande”.

Il 6 novembre del 2004 e il 23 febbraio del 2008 (doppio 2-1) qualcuno vuole ricordarli come date nelle quali si è consumato lo scempio di Paparesta prima e Dondarini poi, nonchè il sacrificio della Juventus sull’altare della serie A.

In realtà bisognerebbe andare a guardare ognuno i propri e riconosciuti scheletri nell’armadio ma questa è un’altra storia, quella che riguarda il calcio giocato va affidata al racconto di gare giocate con grinta ed abnegazione dalla Reggina, sfruttando qualche favorevole decisione arbitrale, una rarità per i colori amaranto.

Nonostante la positività di questi ricordi, il bilancio della sfida pende a favore dei ben più quotati bianconeri. Se da una parte c’è la tripla vittoria per 2-1, dall’altra c’è una Juve che si è imposta quattro volte con il medesimo risultato: 0-2.

Nella stagione antecedente a Calciopoli, quella del secondo scudetto revocato (2005-2006), la gara si disputò sul neutro di Bari e proprio al San Nicola, nell’ultima giornata di campionato, si celebrò una festa rivelatasi inutile dopo le decisioni della giustizia sportiva.

Nel 98/99 furono Kovacevic e Zidane, con una rete incredibile, forse la più bella vista al Granillo in questi anni di massima serie, a regolare i padroni di casa, l’anno successivo fu decisiva invece la doppietta di David Trezeguet, mentre il 27 settembre del 2003 ci pensarono Di Vaio e Nedved a rispedire al mittente le velleità di vittoria dei padroni di casa.

Ospitare la Juventus è pur sempre il pretesto per una festa e, nonostante la rivalità sportiva, a Reggio ci si augura di poter rivedere la sfida anche l’anno prossimo, ma servirebbe un miracolo, anche se iniziare a costruirlo con un’impresa contro i bianconeri non sarebbe male.

Pasquale De Marte