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Ceravolo segna, Puggioni conserva: la speranza forse si riaccende

La Reggina deve sognare la salvezza”. Con queste parole il presidente Foti aveva anticipato le ultime sette giornate di campionato, nelle quali gli uomini di Orlandi sono chiamati ad un’impresa più che ardua.

A Bergamo ci si aspettava una squadra volitiva, con il sangue agli occhi, ma il primo tempo della gara rivela una formazione timorosa e in balia di un’Atalanta non certo

indemoniata, ma in grado di offrire un’ottima capacità di giocare a memoria e di accelerare sulle corsie esterne, pasti indigesti per la difesa reggina, mentre in fase offensiva gli ospiti mettono in mostra una disarmante sterilità nel proporre gioco.

E’ Puggioni il protagonista assoluto della prima frazione con almeno tre interventi decisivi su tiri dalla distanza della formazione orobica: due volte su Guarente e una su Valdez.

In un’estemporanea sortita offensiva, a cinque minuti dal termine della prima frazione, la Reggina trova il vantaggio con un tap in sotto misura di Ceravolo, abile a sfruttare una corta respinta di Consigli, severamente impegnato da una conclusione al volo di Costa.

Nel secondo tempo la supremazia territoriale dei padroni di casa è ancora evidente. Prima Floccari, in perfetta solitudine, trova ancora uno strepitoso Puggioni, dopo un colpo di testa a botta sicura, poi il portiere si ripete su una conclusione sotto misura di Padoin, ma sulla respinta l’errore dello stesso Floccari è clamoroso.

Tra le due opportunità atalantine è Barreto che prova a chiudere la gara con un  destro che da distanza siderale che colpisce l’incrocio dei pali.

Gli amaranto perdono Sestu per infortunio, Orlandi sposta Vigiani sulla destra e inserisce Viola in mezzo.

La pressione degli uomini di Del Neri è tangibile, ma la porta della Reggina non corre pericoli seri grazie ad una difesa tutto sommato ordinata ed un Hallfredsson, molto effficace in fase di interdizione meno nell’effettuare suggerimenti per i compagni.

L’ingresso di Cozza, in luogo di Ceravolo, permette agli amaranto di tenere palla lontano dalla propria area di rigore, e il raddoppio è ancora negato da un legno, questa volta è la traversa, colpita da Brienza, con un incredibile pallonetto, arrivato dopo una bella azione personale.

Nel finale Puggioni è ancora miracoloso su Defendi, bravo a concludere al volo, ma il terzo palo della giornata è ancora amaranto: Cozza e Brienza duettano in contropiede, ma la conclusione del capitano viene deviata sul palo da un difensore neroazzurro.

Finisce così, con la seconda vittoria esterna stagionale, la prima in assoluto nel 2009. E’ una sorta di liberazione, diciotto giornate dopo.

La concretta possibilità di centrare l’impresa è ancora lontana, ma la speranza forse si è riaccesa di nuovo, sperando che per una volta, in questa stagione, la Reggina riesca a dare continuità a prestazioni e risultati, sperando che non sia troppo tardi.

Pasquale De Marte