Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / A Bergamo per mantenere le buone tradizioni

A Bergamo per mantenere le buone tradizioni

Continuare a parlare di classifica e di salvezza nella situazione di classifica in cui si trova la Reggina sarebbe stucchevole, più giusto è provare a vivere alla giornata onorando le ultime gare di questo campionato, sognando, come direbbe il presidente, l’ennesimo colpo

di coda della storia amaranto e il suicidio di massa delle altre concorrenti.

Anche per sognare bisogna creare le condizioni, ovvero vincere qualche partita e ogni occasione è buona per poterlo fare, già a partire dalla prossima trasferta contro la tranquilla Atalanta.

L’ “Atleti Azzurri d’Italia” evoca ricordi positivi nella storia della Reggina come lo spareggio del 2003. I gol di Cozza e Bonazzoli sono ormai storia.

Legato all’Atalanta vi è un altro dato da segnalare per quanto concerne le sfide con gli amaranto, ovvero che i neroazzurri non hanno mai battuto la formazione dello Stretto in massima serie.

Lo scorso anno ci andarono vicini raggiungendo il doppio vantaggio, rimontato dalle reti di Vigiani e Barreto.

L’1 ottobre del 2006 fu 1-1 con le reti di Loria per la “Dea” e Tedesco per la squadra allenata da Walter Mazzarri.

Al 28 novembre del 2004 risale, invece, l’ultima affermazione reggina a Bergamo, firmata da Carlos Paredes.

Il 13 aprile del 2003, in una gara del campionato che culminò con lo sparggio si rinnovò la tradizione dell’1-1 con il solito Bonazzoli a segno.

Due anni prima, manco a dirlo, finì ancora con una rete per parte ma in quell’occasione l’eroe di giornata fu Massimo Taibi che a tempo scaduto parò un rigore a Marco Nappi, dopo che il punteggio venne fissato dai gol di Zanchetta e Zauri,

Per ritrovare l’ultima vittoria dei padroni di casa occorre tornare indietro di quasi undici anni in cadetteria.

La doppietta di Caccia, il 13 dicembre del 1998, ribaltò l’iniziale vantaggio di Possanzini,.

Il resto delle sfide disputate in Lombardia ebbe luogo totalmente negli anni ’70 e in serie B con due vittorie orobiche (1-0 nel 69/70, 3-1 nel 70/71) e un pareggio (0-0 nel ’73).

In un campionato che appare segnato, mantenere le buone tradizioni potrebbe essere una dignitosa chiusura.

Pasquale De Marte