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Foti: “Vogliamo sognare…”

Non si vede spesso un presidente che si presenta davanti a microfoni e taccuini con tutta la squadra al proprio fianco, è questo il caso di Lillo Foti che ha inteso parlare due giorni dopo la sconfitta casalinga contro l’Udinese.

“Sentiamo il bisogno di confrontarci con i media e con la città, testimoniando a tutti quanti quelli che sono i nostri valori e la nostra volontà, che forse

non siamo stati in grado di dimostrare, ma che ci appartengono e con cui pensiamo di continuare quest’annata non bella, ma che vorremmo e che cercheremo di portare avanti con grande dignità nel rispetto di noi stessi e della città. Siamo coscienti e consapevoli dei numeri che ci troviamo di fronte, ma non abbiamo voglia di mollare, di mettere fine a questo campionato nel peggiore dei modi. Vogliamo lottare fin quando ne avremo la forza, riuscendo a smentire qualsiasi tipo di scetticismo e di valutazione approssimativa. L’umiltà e il sorriso sono alcune delle nostre forze, ma vorremmo che si sappia che daremo tutto, dove non arriveremo sarà perchè ci manca qualcosa sotto il profilo tecnico, perchè chi scenderà in campo è cosciente del peso della maglia che indossa”.

Il presidente non pare rassegnato: “Le percentuali non sono altissime, sarà nostro compito farle crescere. Vogliamo dare delle risposte concrete sul campo e ricucire il rapporto col pubblico, perchè abbiamo bisogno di quell’entusiasmo e della partecipazione di un tempo. I conti li faremo il 29 maggio. Ad oggi dico che abbiamo quaranta giorni per dar seguito alle parole con i fatti, siamo compatti e io credo fermamente nei valori tecnici di questa squadra, e non sto qui a citare gli infortuni che hanno compromesso il nostro cammino, perchè questo non servirebbe ad aumentare i nostri i punti. Io voglio sognare, la mia squadra vuole sognare, vorrei che anche la città e la stampa sognassero…”.

E per avvalorare la sua tesi cita un precedente lontano tredici anni nel tempo, ma congruente alla situazione attuale: “Il primo anno di B riuscimmo a fare 12 punti nelle ultime quattro partite, salvandoci dopo esser stati considerati spacciati a lungo. Non ci sentiamo già condannati, abbiamo delle lacune e non ci tiriamo indietro dal metterci la faccia. “

Sul raffreddamento dei rapporti tra la città e ala squadra, il presidente ha la sua idea: “Reggio Calabria era sempre considerato un campo difficile per la partecipazione e il calore del pubblico, nell’ultimo anno e mezzo c’è stata un pò una disaffezione che ha portato livelli di entusiasmo molto più bassi di quelli dei campionati di B. Il perchè questo sia avvenuto me lo spiego in parte e un pò di responsabilità le ha anche la società ed il suo presidente. Quello che voglio sottolineare è che, comunque vada, la Reggina non finisce il 29 maggio”.