Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina: quella sana tensione…

Reggina: quella sana tensione…

“Fin quando ci sono io non vi dovete preoccupare”. Con questa frase Lillo Foti ha allontanato il tentativo di contestazione, verificatosi ieri pomeriggio al Sant’Agata. Il parapiglia scaturito con i circa venti tifosi smentisce, almeno in parte, l’idea di una città ormai rassegnata a perdere la massima categoria e passiva di fronte a delle prestazioni sempre più umilianti.

I tifosi accorsi ieri al centro sportivo hanno dimostrato di tenerci, e chissà quanta altra gente c’è che vorrebbe evitare in tutti i modi la retrocessione. Il presidente ha dimostrato di tenerci, altrimenti avrebbe lasciato la squadra in balia della contestazione; è invece intervenuto perchè proprio in questi giorni ha faticosamente tentato di riportare un clima di tranquillità. I calciatori stessi hanno dimostrato di tenerci, spiegando ai tifosi che non hanno nessuna intenzione di mollare nelle ultime otto partite, mentre li allontanavano dal presidente.

L’ultimo posto e la vittoria che non arriva da quasi cinque mesi hanno sicuramente esasperato gli animi di tutte le componenti. Il presidente Foti quest’anno ha sbagliato parecchio, e tra le sue colpe c’è anche quella di evitare sistematicamente un confronto sereno e mai arrogante con la tifoseria, specie nei momenti di maggior difficoltà. Ciò non toglie che quest’uomo abbia portato fior di risultati nell’ultimo decennio, e le critiche non devono sfociare nelle offese. Possiamo anche affermare, e questo senza nulla togliere alle buone intenzioni di chi voleva inscenare una contestazione civile, che forse si poteva scegliere un altro momento. Adesso, proprio adesso, il massimo dirigente sta serrando le fila con la squadra.

Una sua recente intervista, quella pubblicata martedì dalla Gazzetta dello Sport per intenderci, può essere mal interpretata. In quella circostanza, Foti ha dichiarato di non capacitarsi della prestazione offerta contro il Genoa. In molti avranno recepito una critica verso i calciatori, ma il presidente è troppo navigato per non sapere che quando è l’intera squadra a non mostrare il necessario animus pugnandi, significa che c’è qualche problema a monte. Tra le righe traspare eccome l’insoddisfazione per la gestione tecnica delle ultime settimane.

Forse, in questa stagione, troppo presto è andato alla ricerca di consigli. Solo adesso si è reso conto di essere stato mal instradato, ed in queste ultime settimane di campionato vorrà far prevalere la filosofia del “si stava meglio quando si stava peggio”. Una cosa è certa: il triennio mazzarriano rappresenta il periodo più fulgido della storia della Reggina, per quanto riguarda sia i risultati che l’armonia interna. I pregi di Foti nascondevano i difetti di Mazzarri e viceversa, si era creta quella sana tensione tipica di chi ci tiene a far bene. Non trovare una figura professionale capace di trarre il massimo a livello tecnico rappresenta uno degli errori delle ultime due stagioni. Bisognerà individuarla in estate. Fermo restando la presenza di Foti, perchè fin quando c’è lui…

Paolo Ficara