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Reggina, è qui la testa?

Diciannove partite fa, la Reggina era riuscita a rimontare all’Inter due reti di svantaggio, perdendo poi amaramente 2-3 a causa di una distrazione finale. Quasi cinque mesi dopo, il canovaccio iniziale della gara sembrava identico, ma la tensione ormai creatasi a causa dell’ultimo posto in classifica non lascia immaginare rimonte. Nè per la partita singola, nè in generale.

Primo tentativo dell’Inter: gol. Seconda azione: rigore e gol. Terzo episodio: Santos si addormenta in area, il pallone arriva al limite dell’area piccola ad un solissimo Ibrahimovic, che manda incredibilmente a lato. Quarta occasione, palo di Ibrahimovic. Il tutto nel breve volgere di un quarto d’ora. Anche in occasione del terzo gol, lo svedese è stato marcato con lo sguardo. Se questo è lo spirito, forse è meglio consigliare ai tifosi di non consultare i mezzi di informazione durante la settimana, onde evitare di imbattersi in dichiarazioni di intenti poi puntualmente disattese all’atto pratico.

La scelta tattica di mister Orlandi di tornare alla difesa a quattro, dopo aver schierato sempre tre centrali negli ultimi due mesi, volendo può essere presa come parafulmine. Scaricare le colpe su uno solo, da sempre è la strada più facile. Ne sa qualcosa anche Pillon. Sta di fatto che chi è sceso in campo sembrava alle prime armi. Senza dimenticarci che in fase offensiva, nonostante la buona prova di Cozza, è stato fatto solo il solletico a Julio Cesar.

La sosta di campionato consentirà di smaltire la delusione verso una squadra che, reduce da alcune partite gagliarde ma improduttive, non ha mostrato il necessario sangue agli occhi contro la prima della classe. Non dovrà mancare il sostegno nel doppio turno interno con Genoa e Udinese, definito da Orlandi come l’ultima chiamata per il treno della Serie A. Chi ha ancora la forza per chiamare l’ultimo appello va rispettato. I tifosi che, probabilmente in numero sempre minore, si recheranno ancora speranzosi fra due settimane allo stadio, andrebbero omaggiati con la prima vittoria del 2009.

Paolo Ficara