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Reggina: l’Inter è un bivio

La prima della classe contro l’ultima. In questi casi il pronostico sembra chiuso, specie quando ci si avvia verso lo sprint finale in campionato. Inter-Reggina potrà dire però molto per gli amaranto, non solo in base a quello che sarà il risultato finale ma anche alla prestazione.

E’ vero, la Reggina ha fallito l’appuntamento con la vittoria, pur sfiorandola, contro Lecce e Napoli. I tempi appaiono troppo ristretti per sperare che si verifichino da un lato dei progressi enormi in termini di risultati, e dall’altro dei veri e propri suicidi da parte di altre tre squadre. Inter-Reggina può essere una gara molto indicativa sull’effettiva convinzione rimasta nell’ambiente interno alla squadra, rispetto alle possibilità di una miracolosa rimonta.

Alcuni precedenti, come quello con l’Inter all’andata e quello col Milan di poche settimane fa, dicono che gli amaranto sono in grado di mettere alle corde anche un avversario di caratura decisamente superiore. Gli stimoli nell’affrontare i campioni d’Italia vengono da soli, e qualora ne uscisse fuori una grande prestazione accompagnata da un risultato positivo, la Reggina potrebbe trovare (e far ritrovare all’ambiente esterno) quella carica emotiva che risulterebbe indispensabile in un momento del genere.

Se invece la squadra dovesse scendere in campo con poca convinzione, rischiando di conseguenza il tracollo al primo gol subito, a nulla servirebbe giustificare il tutto con quello che è il valore dell’avversario. Il morale, e con esso le residue speranze di salvezza già ridotte al lumicino, andrebbero definitivamente sotto i tacchi.

In sintesi: se la testa c’è, la Reggina può anche sbancare San Siro e ritrovare slancio sia in classifica che nel morale, proprio nel momento in cui nessuno ci scommetterebbe un euro; se la testa non c’è più, sarà meglio iniziare a pensare alla prossima stagione. L’impressione dall’esterno è che la testa ci sia ancora.

Il vero bivio, a questo punto, è rappresentato proprio dalla gara contro la capolista. Mister Orlandi ha studiato le contromosse da attuare contro il collega Mourinho, e l’assenza di Corradi lo indurrà a schierare un attacco leggero, forse più adatto a questo tipo di gare. Da Cozza e Brienza, gli uomini dalla maggior esperienza e col più elevato tasso tecnico, ci attendiamo l’acuto che possa dare un senso al finale di stagione.

Paolo Ficara