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Reggina, adesso sei spacciata. Ma devi crederci ancora

Missione non compiuta. Dopo lo scarso mordente mostrato contro le due siciliane, la Reggina ha affrontato un trittico di partite contro avversari in crisi, senza vincerne nessuna. Se è vero che contro Fiorentina e Lecce gli amaranto hanno tirato fuori delle buone prestazioni, ieri contro il Napoli si è vista la differenza. Nel primo tempo partenopei arrendevoli, ed arriva il gol di Corradi. Nella ripresa si alzano i ritmi e, pur senza concedere un gran numero di occasioni, la Reggina dimostra la propria fragilità.

In 28 partite, i punti totalizzati sono 20. Raccoglierne altrettanti nelle sole 10 gare rimanenti è impensabile. La Reggina, senza vittorie da quattro mesi, è ormai spacciata e può solo sperare nel clamoroso harakiri di altre tre squadre. Ciò non significa che la squadra non debba crederci. Può succedere che i prossimi avversari, a cominciare dall’Inter, prendano sotto gamba l’impegno contro una squadra che appare già condannata. Cozza e compagni invece potranno scendere in campo a cuor leggero non avendo più nulla da perdere, eliminando magari quella tensione che ha giocato brutti scherzi specie in quel di Lecce. Sta a loro dimostrare se la rimonta sia impossibile o meno.

Se c’è un aspetto ancor più preoccupante della classifica, è il rapporto creatosi tra la Reggina e la propria tifoseria. Parlare di attrito è un eufemismo. I pessimi risultati dell’attuale stagione hanno acuito un malessere che era già latente da parecchio tempo. La politica societaria del presidente Foti non soddisfa più, e va unita alle sue difficoltà nell’arte della comunicazione. La sensazione è che nella prossima stagione, al di là della categoria di appartenenza, allo stadio ‘Granillo’ si registreranno ulteriori vuoti. Recuperare la fiducia del pubblico sarà ancor più difficile della rimonta in classifica.

Paolo Ficara