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Quinta edizione di Reggina-Napoli

Non è molto lunga la storia di Reggina-Napoli,  una sfida la cui prima volta risale a poco più di dieci anni fa (13 febbraio 1999) quando gli amaranto ebbero la meglio sugli azzurri per 2-1, conquistato una di quelle vittorie che avrebbero portato la formazione di Gustinetti per la prima volta in massima serie.
A piegare

 i campani furono le reti di Tonino Martino e Fabio Artico, mentre Turrini fu l’unico napoletano a trovare posto nel tabellino dei marcatori.
La partita tornò a disputarsi  il 28 aprile 2001 e il 25 novembre dello stesso anno, rispettivamente in serie A e in serie B, dopo la retrocessione di entrambe le squadre.
Nella prima occasione la Reggina di Colomba, quasi spacciata, diede seguito all’affermazione di Verona (0-3 al Bentegodi contro l’Hellas) trovando il definitivo slancio per raggiungere lo sfortunato spareggio contro gli scaligeri.
Fu un 3-1 caratterizzato dalle realizzazioni reggine di Dionigi, Marazzina e Zanchetta, ma soprattutto da una strepitosa prestazione di Massimo Taibi che si permise il lusso di un parare un rigore a Nicola Amoruso, ignaro di quello che sarebbe stato il suo futuro in amaranto.
Nella sfida successiva si verificò un altro 3-1, ma a tenere banco più che la vittoria della corazzata Reggina, poi  promossa in A, furono i fischi a Ciccio Cozza, il quale  venne beccato dal pubblico sin dai primissimi minuti di gioco, costringendo Colomba a sostituirlo con Leon nel corso della prima frazione. A pesare sull’atteggiamento del Granillo fu probabilmente un deludente derby con il Messina, pareggiato per 0-0 contro una squadra meno dotata tecnicamente e per larghi tratti in inferiorità numerica, data l’espulsione di Godeas.
Non a caso in quella occasione la Curva Sud espose un striscione piuttosto polemico accusando la squadra di mancanza di “attributi” (i termini erano altri) e dignità tale da offendere un’intera città.
L’attuale capitano minacciò l’addio a Gennaio, ma  come è risaputo le cose andarono diversamente.
La serie di tre vittorie casalinghe sul Napoli per la Reggina si è interrotta proprio nello scorso campionato, quando i partenope,i ad un passo da un’immeritata vittoria grazie al fortuito gol di Sosa ,dopo un grossolano errore in fase di manovra di Tognozzi e il conseguente contropiede, videro sfumare i tre punti negli istanti finali con un gran gol al volo di Franco Brienza,  giocatore, invece, irriconoscibile in questa stagione.
Chissà che non si ricordi di quando era lui a trascinare la squadra e e ad essere decisivo, molto più di quanto non stia facendo adesso, in un momento in cui i suoi errori sotto porta a Lecce pesano come macigni.
Non merita commenti lo 0-4 dell’andata, quando Orlandi confezionò un suicidio tattico e Denis ebbe modo di segnare una tripletta  nell’economia di un campionato che ha spinto i tifosi del Napoli a chiedere alla società di rispedirlo in Argentina, sebbene Pierpaolo Marino creda ancora ciecamente in lui.
Al Granillo si affrontano due squadre in crisi,  il pareggio contribuirebbe a decretare   la quasi certa condanna della Reggina e aumenterebbe il livello di difficoltà del momento della squadra adesso affidata a Donadoni, chiamato a sostituire Reja per provare a dare una scossa all’ambiente che pareva aver perso la fiducia nel tecnico friulano. 
Pasquale De Marte