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Reggina: a Lecce vince l’affanno

Doveva essere vittoria a Lecce, e a giudicare da come si è sviluppata la gara poteva esserlo tranquillamente. Invece la Reggina torna dal Salento con un pugno di mosche, non essendo riuscita a battere nemmeno il più abbordabile degli avversari. Stavolta non c’è nulla da rimproverare all’impostazione scelta da Orlandi: squadra a trazione anteriore, che ha messo per cinque volte un uomo davanti al portiere avversario, più altre tre occasioni nitide. Tutte sciupate.

Qualcuno si potrebbe attaccare anche stavolta ad un torto arbitrale, dato che al 20′ Corradi aveva tirato fuori il gesto tecnico facendo superare la linea di porta al pallone con un lob. L’assistente Di Fiore non ha concesso il gol, sbagliando. Lo stesso assistente ha però anche annullato il gol leccese di Caserta a pochi minuti dalla fine, per un fuorigioco che non c’era. Sta di fatto che gli errori della terna arbitrale sono arrivati in misura minore rispetto a quelli degli attaccanti amaranto.

La sensazione è che la Reggina stia tirando fuori solo ora quell’aggressività di cui avrebbe potuto e dovuto ricordarsi prima. Le buone intenzioni si mischiano adesso alla consapevolezza di non poter sbagliare nulla. Ne deriva un affanno che sta risultando decisivo nell’affossare le speranze. Quando sono i giocatori più tecnici a sbagliare a tu per tu col portiere (prima di Brienza e Cozza a Lecce, era toccato a Di Gennaro contro il Palermo ed allo stesso Cozza contro la Fiorentina) si può solo allargare le braccia, ma forse non è ancora giunto il momento di alzare bandiera bianca.

Il distacco dal quartultimo posto rimane invariato, anche se c’è una partita in meno. Non una partita qualsiasi, perchè difficilmente la Reggina ritroverà in trasferta un avversario molle come il Lecce. Gli amaranto hanno il dovere di continuare a giocarsi il tutto per tutto, sperando in molteplici disgrazie di chi sta davanti. Il tramonto è arrivato, ma si può ancora alzare la testa prima che faccia completamente buio.

Paolo Ficara