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Solita Pa-Reggina sprecona con l’aiuto del guardalinee

“Non è anno!”.  Saranno stati tanti i tifosi della Reggina a commentare in modo così laconico il primo tempo della sfida che gli amaranto hanno giocato contro il Lecce.

Per la prima volta Orlandi schierava una formazione a trazione anteriore con Sestu sul settore di destra della linea dei centrocampista, con Cozza e Brienza alle spalle di Corradi.

Al “Via del Mare”, in una gara da vincere

 assolutamente, gli ospiti dimostrano di avere un piglio diverso rispetto ai padroni di casa, condizionati dai fischi del pubblico che non perdonano nulla ai giallorossi.

Il primo grattacapo per la porta salentina lo crea proprio Sestu, che dopo una spizzata di Corradi cerca la porta con un pallonetto da posizione defilata, ma Rosati, chiamato a sostituire l’accantonato Benussi, nega la seconda rete consecutiva all’esterno.

Non si vede una bella partita e la Reggina come al solito fa vedere le cose migliori giocando in velocità, ma nonostante questo spesso e volentieri si affida all’ormai canonico lancio lungo per la testa di Corradi che spesso e volentieri si trova a dimenarsi in modo vano tra le maglie di due o tre difensori avversari.

La difesa pare tenere, mentre Carmona e Barillà svolgono un encomiabile lavoro di tappezzeria che sovente li porta a perdere lucidità in fase di impostazione.

La terna arbitrale, invece, mette la firma sul match non concedendo il gol in occasione di un pallonetto di Corradi,  pronto a ribadire in rete una respinta di Rosati su Brienza lanciato in profondità.  La conclusione dell’attaccante viene salvata abbastanza nettamente al di là della linea di porta da Schiavi, ma il guardalinee non ci pensa nemmeno a dare il vantaggio amaranto.

L’unico modo per portare il Lecce alla rete è uno svarione della difesa della Reggina che non riesce a liberare con palla ai propri piedi e Castillo, a pochi metri dalla porta, si vede lo specchio chiuso dall’uscita di Puggioni.

Nel finale di tempo Rosati continua ad esaltarsi con un difficile intervento su Barillà, imbeccato da Cozza in piena area di rigore.

Il secondo tempo pare continuare sulla falsariga del primo e nei primi cinque minuti ci sono due occasioni clamorose per la Reggina. Prima Brienza lanciato in velocità,  dopo una combinazione con Corradi, supera Rosati con un pallonetto, supera di pochi centimetri la traversa.  Poco dopo Cozza, servito dal fantasista ischitano, a tu per tu con l’estremo difensore leccese calcia alle stelle.

Per il primo vero tiro in porta del Lecce serve una punizione di Zanchetta intorno all’ora di gioco, bravo Puggioni a respingere, così come pochi minuti più tardi in  occasione di una violenta conclusione di Basta, subentrato a Papa Waigo.

Nel m omento migliore dei padroni di casa è il numero uno di Orlandi a tenere in piedi la Reggina con un’altra parata su Munari, ma nel finale sono ancora gli amaranto a mettere i brividi a Beretta.

Prima Brienza si vede parare una conclusione con i piedi da Rosati, poi Corradi solo davanti al portiere, dopo un rimpallo, si divora un’occasione ancor più incredibile di quelle fallite da Brienza e Cozza.

Gli amaranto non si accontentano di sbagliare l’impossibile e si concedono un’altra occasione con Valdez, abile a trovare il tempo di testa ma impreciso nel concludere a rete sugli sviluppi di un calcio piazzato di Di Gennaro.

Finisce con il solito pareggio che serve a poco alla classifica e per poco alla fine non arriva la beffa con Caserta che segna in  leggera posizione di fuorigioco vista dal guardalinee, lo stesso che non ha visto la palla entrare nel primo tempo.

Crescono i rimpianti, diminuiscono le possibilità di salvezza.

Pasquale De Marte