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Bergonzi ferma una buona Reggina. A Lecce un solo risultato

Tirare tante volte verso il bersaglio, andando solo molto vicini a colpirlo. Se si trattasse di un lanciatore di coltelli, sarebbe un pregio. Per una squadra di calcio è un difetto, che viene amplificato dalla situazione di classifica. Ciò non toglie che la Reggina abbia sfoderato contro la Fiorentina una delle prestazioni più intense della stagione, pur priva di qualche titolare. Il rammarico sulle circa venti prestazioni non all’altezza tirate fuori nei precedenti sei mesi deve lasciare spazio, almeno in questa settimana, a quella fiammella di speranza che con la partita di Lecce può diventare un incendio.

L’arbitro Bergonzi di Genova ha portato ieri un bel secchio d’acqua per spegnere le speranze amaranto. Il direttore di gara è venuto meno al suo dovere in ben tre occasioni. In due di queste, è intervenuto dimostrando di aver visto l’accaduto ma sbagliando il provvedimento: Vargas andava espulso e non ammonito per aver falciato Sestu lanciato a rete, mentre il calcione assestato da Melo a Cozza è arrivato dentro l’area di rigore e non fuori. Alla Reggina è stato negato un altro penalty, con Cozza che forse ha sbagliato ad accentuare la caduta sul contatto con Kroldrup: sta di fatto che il calcio sul ginocchio è arrivato, ma il capitano si è visto assegnare solo il cartellino giallo per simulazione.

L’intensità di gioco messa in campo dalla Reggina ha mascherato qualche scelta rivedibile sul piano tattico. Per giocare, Sestu si è dovuto inventare mezzala stile Visentin nel 1996 con Gagliardi allenatore; per tutto il primo tempo, Krajcik se ne è rimasto buono nella sua metà campo a marcare l’uomo invisibile, mentre per Barillà centrocampista centrale in un reparto con due e non più tre mediani può essere addotta la scusa dell’assenza di Barreto. Ciò non toglie che i tre calciatori citati si siano distinti in positivo.

Nonostante la vittoria manchi alla Reggina da oltre tre mesi, Bologna, Chievo (non inganni il successo a Bergamo su un’arrendevole Atalanta) e Lecce hanno il passo della tartaruga e la salvezza, invece di allontanarsi, si avvicina. Domenica prossima gli amaranto vanno proprio a rendere visita ai salentini, tra i pochi ad aver lasciato i tre punti al ‘Granillo’ nel girone d’andata. I difetti degli altri ed una eventuale (leggi obbligatoria) vittoria sul campo di una diretta concorrente potrebbero incredibilmente riaprire i giochi per la Reggina. Domenica prossima non ci sarà da pensare alle colpe di squadra e tecnico (che ci sono) o della società (eccome se ci sono). Sarebbe invece importante un afflusso di tifosi il più massiccio possibile al ‘Via del mare’, contestualmente ad un incitamento che riesca a sorvolare sugli errori marchiani del singolo.

Paolo Ficara