Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / E’ la solita Fiorentina al Granillo, altra occasione persa per la Reggina

E’ la solita Fiorentina al Granillo, altra occasione persa per la Reggina

 

“Niente De Profundis, abbiamo ancora la possibilità di recuperare”.    La tifoseria amaranto sperava che alle tante parole spese durante la settimana contro la Fiorentina facesse seguito una Reggina combattiva e determinata a raggiungere l’obiettivo della vittoria per provare a rincorrere

 il miracolo chiamato salvezza, è arrivato invece il solito pareggio casalingo.

Contro i viola Orlandi propone uno schieramento inedito con Cozza a ridosso di Corradi,  inserendo Sestu largo a destra a spese dell’escluso Di Gennaro, mentre la cerniera di centrocampo viene chiusa da Carmona e Barillà, adattato nel ruolo di mediano vista l’assenza forzata di Barreto, out per problemi muscolari.

La Reggina che si vede in campo è quella che si sarebbero aspettati i tifosi: pronta a lottare su ogni pallone e a mordere le caviglie dell’avversario quando necessario, mentre la Fiorentina, visibilmente affaticata dall’impegno di Coppa Uefa, sembra patire la verve dei meno quotati avversari.

Al solito schema del lancio lungo per Corradi, sembrano addizionarsi nuove possibilità di manovra come gli inserimenti di Cozza e l’allargamento del gioco verso Sestu, apparso in palla e spesso in grado di far vedere i sorci verdi a Vargas, grazie anche alla copertura di un Krajick, abbastanza bloccato.

La prima azione da gol degna di nota è della Reggina che con Corradi chiama Frey ad una parata dopo un colpo di testa dell’attaccante, intervento spettacolare e forse un po’ accentuato dal portiere transalpino per la gioia dei fotografi.

Il gol arriva al 20’ grazie ad uno strepitoso destro in corsa dell’ex esterno destro dell’Avellino, cercato in estate proprio dalla Fiorentina, che conclude imparabilmente dopo un suggerimento in profondità di Cozza, reso letale per la difesa gigliata dalla mancata chiusura di Dainelli.

Il vantaggio dura solo tre minuti poiché una semplice chiusura di Cirillo diviene un intervento difensivo censurabile, dato che invece di spazzare con l’avversario alle calcagna rimette in mezzo un pallone che Mutu calcia a rete chiamando al miracolo Puggioni, reso vano dal rimpallo andato a favorire il tap-in vincente di Bonazzoli. A parziale giustificazione del difensore napoletano va detto che essere un destro naturale schierato a sinistra influisce soprattutto in quelle circostanze.

Il primo tempo si esaurisce nel poco coraggio del direttore di gara che non espelle Vargas che atterra l’incontenibile Sestu lanciato a reto, adducendo scuse relative al fatto che non fosse l’ultimo uomo.

Prandelli nella ripresa richiama il peruviano messo alle strette dall’esterno amaranto, mentre Bergonzi trasforma un rigore su Cozza in una punizione dal limite.

La Reggina continua a farsi male con le proprie mani e poco prima del 50’ Corradi si divora una clamorosa occasione davanti calciando su Frey in perfetta solitudine, nonostante la sfera paresse avere il rimbalzo giusto.

L’ingresso di Brienza, in luogo di Krajcik, certifica che il pareggio alla Reggina non serve a nulla. Il mago di Ischia, come lo chiamavano a a Palermo, torna a travestirsi da fenomeno e in piena area di rigore  ne salta due e mette un pallone in mezzo che consente a Cozza di concludere in rete da un passo, ma Frey è prodigioso , mentre sulla ribattuta, sempre del capitano, è la traversa a salvarlo a venti minuti dalla fine.

Due minuti dopo è Puggioni a salvare la Reggina da un’immeritatissima capitolazione, quando Mutu fugge via sulla destra e serve l’accorrente  Bonazzoli che trova l’ottima risposta del portiere reggino.

Negli ultimi quindici minuti non accade quasi nulla e la solita Fiorentina inguardabile  scippa un punto al Granillo grazie alle prodezze del suo portiere.

La vittoria del Chievo non è una buona notizia per gli amaranto, ma la distanza dal quartultimo posto ad oggi si è ridotta di un punto e tra sette giorni c’è uno scontro diretto da vincere, sperando che non arrivi la solita batosta.

Pasquale De Marte