Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / “Zona Fiorentina” o “Zona Reggina” ?

“Zona Fiorentina” o “Zona Reggina” ?

Delle gesta calcistiche di Renato Cesarini sono in pochi a ricordarsene tra i viventi, ma non potrebbe essere altrimenti per ovvie ragioni anagrafiche.

Tuttavia, si è perpetuato fino al calcio moderno l’abitudine di definire le fasi finali di una gara come “zona Cesarini”, per le

innumerevoli  volte che la mezz’ala riusciva ad essere decisivo negli ultimissimi minuti di una partita.

Mai come nelle ultime settimane la definizione vacilla e rischia seriamente di essere cambiata in “zona Fiorentina” visto che i prossimi avversari della Reggina senza i colpi di coda negli instanti finali di gara avrebbero decisamente una classifica peggiore.

E’ sufficiente citare qualche caso  per provare come la bravura e la fortuna degli uomini di Prandelli nel trovare la rete a una manciata di secondi dalla fine di un match non sia una sporadica casualità,  ma la logica conseguenza della mentalità vincente di una squadra che lotta fino alla fine.

A Genova contro  i rossoblu di Gasperini e in casa contro il Chievo  i gol di  Mutu che sono  valsi, rispettivamente, un pareggio e una vittoria insperata, giunti praticamente sul fischio finale dell’arbitro, rappresentano la prosecuzione di una strada già iniziata alla prima di campionato con un pari strappato  alla Juventus a una manciata di secondi dal termine della gara grazie a una rete di Gilardino, ripetutosi poi contro la Lazio proprio l’8 febbraio scorso, nel terzo dei casi analoghi relativi a questo secondo mese dell’anno, oltre ai già citati episodi di Marassi e del Franchi ai danni della formazione di Di Carlo.

Fortuna si direbbe, ma spesso si dice che la fortuna non aiuti ciecamente ma vada a premiare chi se la va a cercare e non è un caso  che la Reggina non abbia mai avuto la giusta audacia per meritarsene una razione, alla luce del fatto che gli ultimi minuti hanno rappresentato soprattutto un dramma per gli amaranto e una sorta di “Zona Reggina” nell’accezione opposta a quella considerata per i viola.

Due scontri diretti, importantissimi, come i due contro il Chievo sono stati decisi da due gol in extremis di Italiano, senza dimenticare la realizzazione di Corboba al Granillo che permise all’Inter di violarel’impianto reggino in pieno recupero.

E’ evidente che la differenza tra una squadra di prima fascia e una ultima in classifica non passa esclusivamente da questioni tecniche.

Con i “se” e con i “ma” non si riscriverà la storia del calcio, ma indubbiamente pensare ad una classifica con tre punti in più, in questo momento, indubbiamente permetterebbe all’ambiente di nutrire maggiore fiducia  nei confronti del futuro.

La fiducia vuole provare a conquistarsela Emiliano Bonazzoli, più volte vicino al ritorno in amaranto, e che, approfittando dell’assenza di Gilardino, vuole provare a convincere la Fiorentina a riscattarlo a fine stagione, magari facendo gol al suo passato in quello che sarebbe il classico “gol dell’ex”.

E’ legato, invece, agli anni delle giovanili il passato viola di Luca Vigiani, sicuro assente domenica e  fiorentino doc, e quello amaranto di Manuel Pasqual. 

Non dovrebbe essere della  gara invece Gianluca Comotto, infortunato e a Reggio per meno di una stagione durante la gestione Camolese, che nonostante sia un difensore, in più circostanze, ha fatto male alla Reggina.

Piccolo, anzi piccolissimo sospiro di sollievo per Orlandi che per vincere contro la Fiorentina dovrà confezionare un’impresa assieme ai suoi giocatori, mentre Prandelli stasera  sarà chiamato a pensare all’Ajax.

Pasuale De Marte