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Tra Reggina e Catania la differenza la fa il mercato di gennaio

Vincere con il Catania era l’imperativo per tornare a sperare concretamente nella salvezza, così non è stato e ad oggi ci si trova a parlare di una sconfitta della Reggina dopo quattro pareggi consecutivi.

Nelle fasi iniziali del primo tempo la gli amaranto sembrano presentarsi con personalità al cospetto del Catania e grazie al 5-3-2, con Cirillo sulla destra, oltre a reggere alla pressione avversaria riescono a imporre il proprio gioco senza creare clamorose occasioni da rete, ma dando sempre l’impressione di riuscire a non farsi schiacciare.

Qualche cross interessante è il risultato più eclatante che Cozza e compagni riescono a produrre, mentre l’infortunio di Santos, dopo pochi minuti, rappresenta il primo segnale

 che la domenica per la formazione dello Stretto sarà tutt’altro che facile.   Orlandi riporta Cirillo in difesa sulla sinistra , mentre Krajcic, subentrato al brasiliano,  si colloca nella sua naturale posizione di esterno destro.

Il Catania non fa nulla di trascendentale, ma nonostante questo riesce a chiudere il primo tempo con un vantaggio meritato legittimato da un paio di pericolose conclusioni che mettono i brividi a Puggioni.  Il più ispirato è Mascara che con  i suoi movimenti tra le linee crea non pochi problemi alla fase difensiva amaranto, mentre Morimoto costringe Cirillo a ricorrrere alle maniere forti in una circostanza per interrompere la progressione irresistibile del nipponico al punto da indurre Mazzoleni ad ammonire l’ex giocatore del Levante.

La punizione  dal limite dello stesso Mascara  che fa la barba al palo  è il preambolo al gol etneo, firmato da Capuano, insolito goleador di giornata e rinforzo di Gennaio per i rossazzurri, arrivato proprio in quella fase del mercato in cui la Reggina è rimasta al palo, nonostante si sarebbe potuto e dovuto intervenire.

La rete è facilmente riassumibile nella solita leggerezza difensiva.   Ledesma, sulla destra, approfitta di un allegra chiusura di Barreto, trova spazio sul fondo e mette in mezzo un pallone respinto non benissimo da Puggioni in volo d’angelo, la sfera giunge al limite dove sbuca l’esterno sinistro di Zenga che con il tiro della domenica, un colpo da biliardo va detto,  trova un rasoterra che rende vana la difesa ultima di Valdez proteso in scivolata a cercare di togliere il pallone dall’angolo senza successo.

Solita leggerezza e  solito gol dal limite subito, con la difesa che, troppo schiacciata, non va a chiudere sul giocatore che calcia.   Paolucci manca di poco il raddoppio con una conclusione da poco dentro l’area di rigore, un Di Gennaro spuntato rispetto al solito  e un Corradi, mai concretamente presente all’appuntamento con la porta nonostante i traversoni arrivati, fanno il resto.

I primi dieci minuti della ripresa regalano una Reggina che fa girare tanto il pallone, ma lo fa molto lentamente e sulla trequarti la manovra si infrange sul muro eretto da Zenga, che in avanti si affida ai suoi contropiedisti che danno del filo da torcere alla difesa di Orlandi.

Per il primo tiro si deve attendere una conclusione al volo di Corradi intorno al quarto d’ora, comunque lontana dalla porta, mentre una punizione tagliata di Di Gennaro impegna severamente Bizzarri con il centravanti amaranto in ritardo sulla traiettoria.

Quanto basta per mettere paura al Catania, dato che solo pochi minuti dopo ancora il fantasista scuola Milan, salito di tono nella ripresa,  da posizione favorevole chiama il portiere catanese ad un intervento piuttosto impegnativo.

Il raddoppio del Catania arriva in un momento di confusione generale: svarione di Lanzaro e Potenza, altro acquisto di gennaio, in mischia trafigge Puggioni.  Tardiva la mossa di Orlandi che inserisce Ceravolo al posto  di Carmona, non commentabile  quella di richiamare Cirillo e inserire il povero Sestu a cinque minuti dalla fine.

I risultati che arrivano dagli altri campi  e la salvezza ancora a sei  punti, non pochi ma neanche tantissimi, non fanno che aumentare i rimpianti per le occasioni perse dalla squadra e della società, dato che, sarà un caso, a fare la differenza oggi, in termini di marcature, sono stati due correttivi operati dal Catania nella sessione invernale del calciomercato, sebbene si tratti di due difensori.

Che non sia l’anno giusto sembra certificarlo anche il colpo di testa di Di Gennaro nel finale, fuori di pochissimo.   Contro la Fiorentina parlare di ultima spiaggia è superfluo, la speranza è che non si tratti della solita settimana di chiacchiere da spendere come palliativo per una stagione che ci si augura non diventi un’agonia.

Pasquale De Marte