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Un fortino in stile “San Siro” per sperare ancora e inguaiare il Catania ?

Speravano di trovare maggiori fortune in questo primo scorcio di 2009, Catania e Reggina, che domenica si affronteranno al Cibali.

Dopo i botti di Capodanno il cammino delle due squadre è stato da incubo: penultimo posto per gli amaranto con soli quattro punti conquistati, ultimo assoluto per gli etnei  fermi a due.

Le due formazioni provengono

 da momenti diversi, ma non troppo lontani nei contenuti : i padroni di casa hanno,  nelle ultime due gare, perso almeno tre punti nei minuti di recupero, mentre gli ospiti sembrano aver trovato la quadratura del cerchio solo adesso, ma la loro situazione è così complicata che anche i quattro risultati utili consecutivi diventano un’inezia di fronte all’astinenza da vittoria che dura da quasi tre mesi, che non saranno certo le buone prestazioni a far dimenticare se la Reggina dovesse continuare a tardare all’appuntamento con i tre punti.

Pare evidente, però, che chi ha più margini di errori  non è la Reggina, che i suoi bonus li ha sprecati quasi tutti e per raggiungere l’obiettivo dovrebbe realizzare un percorso quasi netto da qui alla fine del campionato nelle gare in cui la porta della vittoria può essere aperta e quella di Catania è una di queste.

Il nuovo 3-5-2 disegnato da Orlandi ha dimostrato grande solidità in fase difensiva,  ma alla prova del nove in casa contro il Palermo, senza la qualità di Cozza e questo va detto, non è riuscita ad abbinare alla buona tenuta in retroguardia un gioco che potesse in qualche modo dare l’idea di una squadra con le idee chiare e la forza di chi  può giocarsi le proprie carte fino alla fine nella lotta per non retrocedere.

In attesa di trovare delle soluzioni ai problemi relativi alle gare casalinghe, quella del Massimino potrebbe essere la gara costruita su misura a questo nuovo assetto della Reggina fondata su un fortino posto a tutela dell’area di rigore e all’abilità nell’orchestrare delle pericolose ripartenze.   Da Catania, infatti, giungono notizie secondo le quali Zenga sta provando delle formazioni molto offensive, addirittura si parla di 4-2-4, perché intende affrontare gli amaranto a viso aperto, provando a rinchiuderli nella propria metà campo.

Un po’ come ha fatto il Milan,e si spera che la prestazione del pacchetto difensivo possa ricalcare quella offerta a San Siro contro il Milan,  consci del fatto che forse i rossazzurri hanno meno qualità degli assi milanisti, ma forse più voglia e determinazione.

Lo scorso anno, la gara ebbe un andamento analogo e a prevalere furono gli amaranto, in parte favoriti dall’assenza del bomber catanese Spinesi, che sicuramente avrebbe tratto giovamento dalla miriade di traversoni che giunsero nell’area di Campagnolo, divenuti facilmente preda dei difensori della Reggina e del portiere, assoluto protagonista lo scorso anno e  sicuro assente domenica, mentre presente l’ariete di Zenga, che andrà a costituire la corposa prima linea assieme a Martinez, Paolucci e Mascara che da qualche giorno pare aver acquistato credito nelle idee di Zenga.

Perdendo questa gara, il Catania, rischierebbe seriamente per il terzo anno consecutivo di essere coinvolto fino all’ultima giornata nella lotta per non retrocedere dopo un girone d’andata trascorso nella colonna sinistra del campionato, mentre la Reggina ha la necessità assoluta di fare punti e uno solo  potrebbe essere un contentino poco salutare ai fini della classifica, che in caso di risultato positivo potrebbe coinvolgere un’altra formazione, apparsa a lungo irragiungibile, nella bagarre salvezza.
Va detto che un’eventuale vittoria catanese scriverebbe, probabilmente, la parola fine alle preoccupazioni di Zenga relative alla retrocessione.

Il Massimino sarà una bolgia, i giocatori amaranto hanno due metodi a disposizione per spegnere l’inferno dell’impianto catanese all’interno delle proprie orecchie: portarsi dei tappi o ammutolire la folla come accaduto lo scorso anno con un doppio colpo da ko e quelli che c’erano  hanno idea di come questo si possa fare, senza dimenticare che all’andata i dieci punti di differenza che oggi ci sono tra le due squadre non si videro affatto,  dato che fu il Catania a rimediare un punto in una partita cui la Reggina ne avrebbe meritati tre, pur facendosi praticamente gol anche nella propria porta con un vistoso errore di  Alvarez, magistralmente sfruttato da Paolucci.

Nello scontro diretto tra gli allenatori, Orlandi contro Zenga ha conquistato una vittoria e un pareggio, adesso resta da sapere se la trazione positiva del buon Nevio avrà avuto un seguito  al triplice fischio del prossimo Catania-Reggina.

Pasquale De Marte