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Poca concretezza, paura, Amelia e Puggioni fanno 0-0

Non è arrivata la tanto attesa vittoria per la Reggina , ma giocarsi gran parte delle proprie chance in una gara difficile come quella contro il Palermo non deve essere il massimo della vita per una squadra che vince dal mese di novembre e l’idea iniziale viene confermata dal primo tempo abulico giocato dalla squadra di Orlandi.

Poche idee e confuse.  E’ questa

 la considerazione principale che viene fuori dai primi quarantacinque minuti di gioco degli amaranto contro i rosanero.

Gli ospiti tengono maggiormente il pallino del gioco, costruendo le azioni da rete più pericolose, peraltro più episodiche che frutto dell’articolata manovra guidata dal rientrante Liverani.

Una  punizione di Bovo neutralizzata da Campagnolo, un paio di colpi di testa di Cavani e Simplicio sono i brividi che corrono lungo la schiena dei tifosi amaranto. Il portiere, infortunato, è costretto a lasciare il campo a Puggioni intorno alla mezz’ora di gioco.

Dal canto suo, la squadra di Orlandi prova a rispondere con il solito lancio lungo a cercare le smorzate di Corradi, raramente precise , e qualche lampo dell’ “enfant prodige” Di Gennaro, unico ad accendere la luce in un gioco sterile e votato principalmente all’interidizione  con tre difensori centrali in campo, due terzini e tre mediani.

Schieramento adeguato a gare contro Roma e Milan, ma decisamente poco funzionale ad una gara da vincere a tutti i costi  contro un Palermo, fortissimo in casa, ma non irresistibile lontano dal Barbera.

Nella ripresa Orlandi inserisce Sestu dopo pochi minuti. Da una sua discesa nasce l’occasione più nitida della gara. Un traversone dell’ex avellinese viene intercettato da Barreto sul lato corto  dell’area rigore, il paraguaiano trova l’accorrente  Costa che col destro chiama Amelia ad un miracolo.

Con l’andare del tempo la partita sembra spegnersi, ma Orlandi non ritiene opportuno variare il modulo e richiama Barillà, mandando in campo Hallfredsson.

Al 70’ arriva un’altra buona occasione per gli amaranto. Si invertono i ruoli, Costa serve Barreto che, dal limite  ed indisturbato, calcia a lato.

Dieci minuti dopo, la Reggina che getta in campo al cuore trova due occasioni. La prima è un velenoso tiro dalla distanza di Hallfredsson, poi  Di Gennaro, servito da Coradi, a tu per tu con Amelia non riesce a battere l’estremo difensore  rosanero, prodigioso nel dire di no  con i piedi.

Alla Reggina servono solo i tre punti e risulta inevitabile correre qualche rischio. E’ grossissimo quello causato da Cavani,  che dopo essersi bevuto due difensori amaranto, si vede negare da uno strepitoso Puggioni la gioia del gol, abile a chiudere all’uruguagio la gioia della rete.

Ballardini, in ogni caso inizia a temere di perdere la  perdere la partita, e inserisce Savini e Tedesco per avere maggiore copertura e soprattutto per perdere tempo.

Il tecnico ha rosanero riesce nel suo intento e porta a caso un pareggio prezioso,  mentre la Reggina incassa il quarto risultato utile consecutivo ma non la vittoria che sarebbe stata vitale.

Tutto sommato, la sconfitta del Lecce permette di guardare al quart’ultimo posto con un punto in meno di svantaggio, ma questo non fa che aumentare   i rimpianti per uno 0-0, che è il terzo consecutivo tra amaranto e rosanero.

Pesano sulla gara le assenze di uomini come Cozza e Brienza e forse anche scelte tecniche che avrebbero avuto ragione di essere un po’ più coraggiose.

Pasquale De Marte