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Se la Reggina trova il suo Aristoteles…

I tifosi amaranto hanno riscoperto in una sera l’orgoglio di essere reggini. Se il 2 febbraio Milano non ha regalato sussulti per la Reggina, a ciqnue giorni di distanza si sono visti a San Siro i frutti dell’atteggiamento trasmesso da mister Orlandi ai giocatori. E’ arrivata la prestazione auspicata nell’immediata vigilia di Milan-Reggina, c’è mancato davvero poco per ottenere i tre punti.

La reazione del collettivo è stata esaltata dalle giocate di un singolo. E’ stata la serata di Davide Di Gennaro, prodotto del vivaio milanista. Il fantasista ha illuminato la Reggina, effettuando tutte le giocate in velocità e dimostrando una maggiore concretezza rispetto alle (poche) precedenti uscite. Qualora dimostrasse continuità in questo finale di stagione, la Reggina potrebbe trovare in lui l’elemento in grado di far saltare i piani: sia i propri che quelli degli avversari. Una sorta di Aristoteles della Longobarda, nel film “L’allenatore del pallone”.

La situazione di classifica rimane sempre da allarme rosso, e le prossime due gare contro Palermo e Catania potranno dire se è realmente scattata quella molla nel gruppo, tale da far credere in una rimonta che ad oggi, realisticamente, appare sempre improbabile. Non basta infatti tirar fuori la prestazione solo contro Inter e Milan. Dopo aver “incartato” l’ex compagno di briscola Ancelotti, Orlandi dovrà fare da pompiere in settimana verso i facili entusiasmi dei tanti giovani presenti in rosa.

La componente che invece deve lasciarsi trascinare dall’entusiasmo è il pubblico. La squadra sta dando dei segnali importanti, il sostegno è meritato. Sarebbe autolesionistico ripetere le contestazioni al singolo calciatore, com’è stato fatto di recente specie nei confronti di Campagnolo e Cirillo. Non sono gli errori di uno solo a far precipitare la squadra nei bassifondi della classifica. Il portiere titolare non ha mai fatto mancare l’impegno; contro il Palermo Cirillo sostituirà lo squalificato Lanzaro, e subissarlo di fischi non lo aiuterà certo a non commettere gli errori di cui si è macchiato finora.

Il pubblico ha forse confuso le colpe della società con quelle della squadra. Reggio è stata famosa per il massiccio afflusso di pubblico allo stadio solo per pochi anni; la nostra piazza è invece famosa da sempre, in tutta Italia, proprio per il calore di cui sa circondare i propri beniamini anche nei momenti bui. Le responsabilità di una stagione compromessa sono da distribuire altrove. E’ la voglia di vivere ancora emozioni come quella di sabato scorso che deve animare l’ambiente. E nessuno pensi che giocare contro il Palermo sia più facile che giocare contro il Milan.

Paolo Ficara