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Il cuore di questa Reggina, la classe di Di Gennaro: il miracolo è possibile

Milan-Reggina, era una partita nella quale agli amaranto si chiedeva di mettere in campo le armi che si richiedono ad una piccola che, nonostante i deficitari numeri di classifica, vuole crederci fino alla fine.

La grinta, il cuore e la corsa messi in campo soprattutto

 nei primi quarantacinque minuti di gioco, indipendentemente dal risultato positivo  conseguito, erano la risposta che tutti i tifosi reggini aspettavano.

Una squadra, per nulla intimorita dalla forza tecnica degli avversari, che a tratti ha però sofferto i prorompenti attacchi milanisti, che in tante occasioni hanno portato Ronaldinho e compagni a concludere verso la porta, soprattutto in occasione di veloci ripartenza orchestrati dai velocisti di Ancelotti, senza affondare mai nonostante una linea difensiva ferma ai limiti dell’area di rigore.

L’inaspettata forza che gli uomini di Orlandi mettono in campo è  quella del coraggio di non buttare mai il pallone e di proporsi  in avanti.

Da un’azione insistita sulla destra di Krajcik, arriva un tiro cross in area, che deviato da Corradi arriva al centro dell’area a Di Gennaro, che con un preciso esterno sinistro anticipa tutti e fulmina Abbiati, che non accenna neanche  a tuffarsi. 

Non è l’unico pericolo creato dalla Reggina che in altre circostanze scalda le mani al portiere milanista.

Nella ripresa era prevedibile una reazione  dei padroni di casa, dato che perdere con l’ultima in classifica non fa certo piacere ad una squadra di vertice.

A cambiare le cose potevano essere o una giocata di un campione rossonero o un’ingenuità  ospite, se le due cose si verificano in temporanea il risultato non può essere che il gol dell’1-1.

Intorno al quarto d’ora, ottimo spunto di Pato che salta un rivedibile Krajcik, che da tergo interviene sul brasiliano che era ormai passato. Rigore e implacabile realizzazione di Kakà, al settimo gol in carriera alla Reggina.

In precedenza Pierpaoli aveva annullato un gol al Milan per un tocco di mano di Seedorf. L’inerzia appare subito passare nelle mani degli uomini di Ancelotti, che però se non fosse per il buon cuore del direttore di gara dovrebbero terminare la gara in dieci per la grazia data a Flamini, già ammonito, dopo un fallaccio su Corradi.

La Reggina non ha la forza per ripartire e si difende con tanta preoccupazione e l’impressione che Pato e compagni possano passare da un momento all’altro è evidente.

Il cuore della Reggina è abnorme, non solo riesce ad uscire indenne da San Siro dopo quasi dieci anni, ma all’ultimo secondo avrebbe addirittura la possibilità di possare, ma Corradi in contropiede sfiora l’incrocio dei pali al 95’.

Secondo risultato utile per gli uomini di Orlandi, che dopo la Roma riescono a fermare il Milan nello scetticismo generale.

Ad oggi, comunque vada domani, la zona salvezza si  è avvicinata di un punto e contro il Palermo servirà una prova del genere per portare a casa il quarto risultato utile consecutivo, che questa volta dovrà essere una vittoria.

Pasquale De Marte