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Quando lo sceicco poteva fare un “favore” alla Reggina…

Il mercato di Gennaio si è contraddistinto prevalentemente per la telenovela Kakà,  relativa allo sfumato passaggio del fuoriclasse milanista al Manchester City,  che avrebbe fatto cedere a suon di petroldollari  le resistenze

 del Milan  e dell’asso brasiliano.

L’idea che il campionato italiano potesse dire addio a quello che forse è il giocatore più decisivo al mondo non rendeva felici  gli  avversari storici, tantomeno i tifosi rossoneri.

Eppure, se la cosa fosse andata in porto, oggi la Reggina avrebbe avuto qualche possibilità in più di andare a far risultato a Milano, sia per la perdita sotto l’aspetto puramente tecnico di cui anche la corazzata di Ancelotti avrebbe risentito, ma soprattutto per una questione puramente statistica.

Già, perché nelle otto occasioni in cui il Milan ha affrontato gli amaranto con Kakà in campo non c’è stata volta in cui sono usciti indenni dal confronto con i sette volte campioni d’ Europa.

Un caso? Probabilmente no, se si considera che ci si trova a parlare di uno che la differenza è in grado di farla.

Con la Reggina sembra avere un conto aperto, dato che è la squadra a cui ha segnato di più da quando è in Italia:  sei volte, così come al Siena.

Adesso  a Reggio Calabria, Kakà, si augurano di tornare ad ammirarlo prestissimo al Granillo, magari la prossima stagione e non in Coppa Italia.

Un altro dato allarmante deriva dal fatto che nelle otto occasioni in cui è scesa in campo a San Siro contro il Milan, la formazione amaranto ha sempre subito un gol.

Non sono da meno, rispetto a Kakà, i due goleador milanisti dell’ultimo decennio: Pippo Inzaghi  e Andry Schevchenko,  il cui conto con la squadra dello Stretto sembra essere sempre aperto,  tenuto conto che anche loro sono andati in gol sei  volte in carriera contro i vari portieri che si sono alternati  a difesa della porta calabrese.

A Milano l’ambiente è carico dopo la vittoria dell’Olimpico contro la Lazio, ma da più parti si ritiene che i rossoneri stiano pensando più all’Inter che alla Reggina, dopo il sorpasso in classifica ai danni della Juventus.

Tenere alta la concentrazione al cospetto di un avversario, apparentemente modesto, nelle vicinanze della partita più importante dell’anno è impresa ardua, Ancelotti ci sta provando in tutti i modi,  ma  una squadra che davanti si permette il lusso di tenere fuori Ronaldinho corre il serio rischio di sottovalutarne un’altra, che arriva a San Siro da “fanalino di coda”, col poco invidiabile primato di difesa più battuta della serie A.

Nel suo piccolo, la Reggina,  deve avere l’incoscienza di chi ha la faccia tosta di giocarsela sin dall’inizio, sperando che per una volta il maggior tasso tecnico dei padroni di casa resti nascosto tra le “pieghe” del match.

Si diceva che gli amaranto per salvarsi dovrebbero fare nel girone di ritorno il doppio dei punti messi assieme in quello dell’andata, in questo momento il ruolino di marcia segna un incoraggiante “più 1”  e comunque vada sabato sera il segno positivo rimarrà.

E’ un punto di partenza, strada da fare ce n’ è tanta e non é detto che ci sia il tempo per percorrerla tutta.

Pasquale De Marte