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Il cuore basta a metà, ma c’è un Di Gennaro in più

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Nell’acquitrino del Granillo, la Reggina prova a fermare, e lo fa con successo, l’inarrestabile corsa di una Roma, reduce da quattro vittorie consecutive, ma decimata dagli infortuni, a cui all’ultimo momento si è aggiunto quello di Vucinic.

L’idea che il terreno pesante potesse essere un alleato dei giocatori amaranto, meno dotati tecnicamente, per arginare la grande abilità nel fraseggio e nel gioco in velocità dei centrocampisti giallorossi non viene del tutto confermata

con l’andare del tempo.

Una Reggina volitiva, con grande cuore e grande corsa, riesce a rendersi pericolosa soprattutto grazie agli inserimenti dei suoi centrocampisti , Barillà e Barreto frenati più dalle pozzanghere  che dai difensori romanisti.

I problemi, la Reggina se li crea da sola, e non è una novità. Una serie di disimpegni sbagliati, su un proibitivo  terreno di gioco, ma questa non è attenuante, sono le uniche situazioni da cui la Roma riesce ad innescare delle manovre tali da riuscire a creare occasioni da rete.

E’ prodigioso il recupero di Lanzaro su Okaka, che dopo aver saltato  Campagnolo, calciando a botta sicura, si vede la conclusione frenata dall’intervento alla disperata del difensore, premiato prima della gara per le sue cento presenze in amaranto (arrivate a 102 quest’oggi).

Il primo acquisto della Reggina potrebbe essere Davide Di Gennaro, rispolverato quest’oggi dopo mesi di oblio, bravo a dimostrare di essere uno dei pochi giocatori della Reggina a saltare gli uomini.

Il primo tempo si conclude sull’1-1, maturato totalmente negli ultimi minuti.   Prima Corradi, dopo la solita generosa ma poco incisiva prestazione, si guadagna un rigore, abbastanza netto, e lo realizza.  Il pareggio arriva in pieno recupero con un tiro di Pizarro che scaglia un gran destro  dai venti metri, approfittando di un non irreprensibile Campagnolo e di una difesa schierata senza un uomo uscito sul portatore di palla, lasciato libero di mirare e calciare.  

Quarto gol alla Reggina, terzo al Granillo, per il cileno, che ha nella formazione dello Stretto la sua vittima preferita.

Ad inizio ripresa gli amaranto  provano a trovare  il gol del vantaggio, trascinati da un super Di Gennaro, ma non trovano lo spunto per concludere pericolosamente a rete, ma reclamano per dei contatti in area che vedono protagonisti Cozza e Corradi.

Al 50’ Lanzaro, infortunato, lascia il posto a Cirillo, che dopo due minuti è sfortunato protagonista dell’episodio che porta Rosetti  a fischiare un rigore per atterramento di Okaka. Pizzaro si fa respingere la conclusione da Campagnolo, ma il cileno riprende la conclusione e va a segno per la seconda, volta continuando nella sua ottima tradizione contro la Reggina (quinto gol personale).

Per gran parte della seconda frazione accade poco  o nulla, se non una gara povera di contenuti, condita da qualche occasionale  parata di Campagnolo e un arbitraggio non certo benevolo nei confronti della Reggina.

A dieci minuti dalla fine un tiro-cross di Cirillo, fermato da una pozzanghera, permette a Ciccio Cozza di riportare il match in parità sul 2-2.  Il difensore, fischiatissimo dal pubblico, viene sommerso dall’abbraccio dei compagni.

Le ultime fasi di gioco sono caratterizzate dall’affannosa ricerca del gol della vittoria da parte di entrambe le squadre, ma che alla fine non arriverà per nessuna delle due.

E’ un pareggio che sotto il profilo numerico serve poco alla  Reggina, ma si tratta del secondo risultato utile positivo consecutivo e questo potrebbe dare morale ad una squadra che più col cuore, che con altro, è riuscita a lottare nel fango.  Gli amaranto sono attesi dal Milan, un’importante partita dovrebbe giocarla il presidente Foti, contestato anche oggi, che, a questo punto, ha il dovere di rafforzare una squadra che vuole salvarsi che intanto può contare su un Di Gennaro in più, senza dimenticare il ripescato Rakic, subentratogli nella ripresa, e  protagonista di una prova generosa.

Pasquale De Marte