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Reggina a testa bassa: la favola sta finendo

Otto anni dopo, è ancora una formazione di Verona a spingere la Reggina nel precipizio della B. Dopo l’Hellas è toccato al Chievo, che forse la Serie A l’aveva persa proprio a Reggio Calabria due anni fa. E’ vero, mancano ben 18 gare al termine e, fin quando non c’è il responso dell’aritmetica, bisognerebbe lottare strenuamente; ma il presidente Foti ha scelto, negli ultimi anni, di camminare sul cornicione, e adesso gli è scivolato il piede.

Al termine di un dramma sportivo, giunto dopo una settimana di grave quanto annunciato (forse proprio per questo ancor più grave) immobilismo sul mercato, il massimo dirigente della Reggina si è così espresso: “Ci sono delle valutazioni oggettive da fare come quelle sul signor Damato di Barletta (l’arbitro, ndr)”; “I cori di contestazione? Partono da una curva che negli ultimi anni ha perso lo smalto di un tempo, il suo supporto è adeguato al risultato della squadra (da che mondo è mondo, è il pubblico che può fischiare lo spettacolo e non viceversa)”; “Allo stato attuale non ci sono i margini per delle trattative che possano portare giocatori in grado di migliorare l’attuale organico”. Una bella assunzione di responsabilità? Macchè, un de profundis mal riuscito. E fino a stamattina, i punti che ci separano dal quartultimo posto sono quattro.

Pur non essendoci particolari colpe sul gol di Italiano, va detto che la squadra non si è estraniata da un contesto di negligenza. La Reggina ha giocato per 50 minuti in inferiorità numerica, ma nei precedenti 40 non abbiamo di certo assistito a chissà quali arrembaggi. Anzi, era stato il Chievo a timbrare un palo e a far giungere qualche altro pallone pericoloso in area. Il clima di contestazione verso la dirigenza è forse diventato un alibi per chi è sceso in campo.

Il film della Serie A a Reggio Calabria è prossimo ai titoli di coda. La pellicola sarebbe potuta durare di più, ma sarebbe anche potuta durare di meno. Di certo, se i prossimi quattro mesi rappresenteranno solo un’indegna agonia, saranno sufficienti a cancellare gli indiscutibili meriti di chi ha tenuto la Reggina in Serie A per ben nove campionati.

Paolo Ficara