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Reggina: dalla dirigenza segnali negativi, aspettiamo la squadra

Il segnale negativo, anzi bruttissimo per come lo avevamo definito ad inizio settimana, è arrivato. Oggi la Reggina si gioca la vita, in senso sportivo, contro il Chievo, e la società non ha inteso intervenire in settimana sul mercato per ovviare alle carenze dell’organico. Sul ponte sventola bandiera bianca.

Con la squadra ultima in classifica, il non aver reperito almeno il difensore centrale che era assolutamente necessario, suona come il segnale della resa. Difficilmente ci saranno acquisti anche prima del turno infrasettimanale col Torino, altra sfida da dentro o fuori. Come si comporterebbe il presidente Foti se la Reggina centrasse dai 4 ai 6 punti nelle prossime due gare? Direbbe che siamo a posto così? E se invece le vittorie fossero zero? Interverrebbe dopo che i buoi sono scappati dalla stalla, oppure tenterebbe di vendere i pochi cavalli di razza?

Il comportamento della società è gravissimo. La politica dello sperindio offende quello zoccolo duro di 8000 abbonati, mai come stavolta Lillo Foti si è sottratto alle sue responsabilità. La cosa che fa maggior rabbia è la seguente: il Bologna ha preso Osvaldo, che probabilmente si pesterà i piedi con Di Vaio, e Mutarelli, che già nella Lazio giocava in coppia con Mudingay ma entrambi spalleggiavano il regista Ledesma, difficilmente consentirà un salto qualitativo al centrocampo rossoblu; il Lecce ha preso il brasiliano Edinho, dunque uno straniero che si dovrà adattare gradualmente al calcio italiano; il Chievo ha tesserato Makinwa, che l’anno scorso ha fallito a Reggio e non segna da due anni. Dunque le nostre dirette concorrenti hanno operato tanto ma forse male, mentre chi vanta una competenza riconosciuta a livello nazionale, come il presidente Foti, ha deciso di non mettere mano al portafogli.

Le uniche speranze di battere il Chievo, che rimane comunque una compagine ampiamente superabile dalla Reggina, le affidiamo ovviamente ai calciatori che fino a questo momento hanno sudato la maglia. Chiediamo a tutti uno sforzo in più, sperando che possano reagire dopo essersi visti all’ultimo posto della classifica. A loro il sostegno non mancherà. Non altrettanto si può dire della società: oggi è prevista una civile contestazione. La fiducia nei confronti di Lillo Foti è ai minimi storici, e se da qui al 2 febbraio non riparerà alla situazione probabilmente scomparirà del tutto. A quando un mea culpa?

Paolo Ficara