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Auguri Signora REGGINA

Auguri Signora REGGINA. E’ l’11 gennaio, sono 95 anni di emozioni. Dal 1914 ad oggi, sei l’argomento principale delle discussioni per le vie della città, per il semplice fatto che sei l’emblema ed il vanto di Reggio Calabria. Però ricordati che nessuno stemma potrà mai cancellare una storia vissuta dai nostri nonni, dai nostri padri, e da parecchi di noi stessi.

Auguri Signora REGGINA. Fiorentina, Napoli e Torino hanno ricomprato il loro marchio dopo il fallimento, ma tu hai voluto essere diversa anche in questo. Tecnicamente sarebbe ancora possibile rimediare, ma è inutile crearsi illusioni.

Parla in proposito Franco Iacopino, per oltre 40 anni burocrate della Reggina: “Il fallimento della A.S. Reggina non solo è stato pilotato, ma ha costituito un caso unico e raro. Pur essendo stata dichiarata fallita nel 1986, la Reggina mantenne la serie in cui era stata appena promossa, cioè la C-1, con una nuova società. Da lì è partita questa nuova vita, con una società che per motivi legali ma anche personali, ha fatto di tutto per staccare il vecchio club dal nuovo. Pur avendo goduto dell’esistenza della società fallita, http://www.strill.it/images/1914.jpgper intraprendere il proprio cammino. Infatti mi pare strano che lei mi dica che oggi la Reggina festeggia 95 anni. Dovrebbe essere così, lo dicono la storia e la logica, dato che nel 1986 c’è stato in pratica solo un cambio di nome. Evidentemente la nuova società è legittimata a dire di aver cominciato nel 1986, e festeggerà gli anniversari da quella data in poi. Le procedure per ricomprare il vecchio marchio ci sarebbero, ma le coscienze sono merce rara”. Qualche decennio fa si cercava prima il risultato sportivo e poi quello aziendale, forse oggi avviene il contrario. E’ per questo che si riscontra un calo di passione? “La nuova Reggina Calcio ha tantissimi meriti. Inizialmente la nuova società ha riscontrato molta simpatia a tutti i livelli. Man mano che è andata avanti, pur ottenendo risultati strepitosi, non credo che abbia di pari passo riportato la simpatia iniziale”.

Auguri Signora REGGINA. Te li fa da lassù Tommaso Maestrelli. Da qualche angolo del cielo, oggi poserà lo sguardo sullo stadio intitolato ad Oreste Granillo, il presidente che gli affidò la panchina nel 1964. Dopo aver ottenuto subito la prima storica promozione in B, solo per una questione di mera sfortuna questo grande presidente e questo immenso allenatore non arrivarono l’anno successivo in Serie A.

Si disputa Reggina-Lazio, nel giorno del 95° compleanno amaranto, ed il ricordo non può non andare all’allenatore che ha segnato un’epoca per queste due squadre: “Il valore inculcato da mio padre agli altri? Il rispetto – risponde immediatamente Maurizio Maestrelli, uno dei figli del grande Tom – lo ha sempre dato e lo ha sempre ottenuto, trasmettendo questo principio in tutte le società per cui ha lavorato”. La Reggina farà scrivere sulle mura della nuova tribuna tutte le formazioni dal 1986 ad oggi; considerando anche che lo stadio è intitolato ad Oreste Granillo, non è una mancanza quella di non riportare altre formazioni che negli anni precedenti hanno segnato la storia? “Quello che una persona ha fatto nella società, rimane nel cuore della gente. L’aspetto formale, le targhe, i nomi, possono essere una manifestazione di sensibilità ma non di sostanza. Reggio Calabria è stato il trampolino di lancio per mio padre, senza questa opportunità forse non sarebbe diventato neanche allenatore. Granillo fu l’unico a dargli fiducia, consentendogli di realizzare il suo sogno e di diventare un grande tecnico”.

Auguri Signora REGGINA. Vieni da due lustri di grandi successi, che costituiscono il periodo più fulgido della tua storia, in quanto spesi quasi interamente nella categoria sognata ed alcune volte sfiorata per 85 anni, e finalmente raggiunta nel 1999. Senza le gesta e senza i sacrifici di tutti coloro che per decenni hanno battagliato orgogliosamente nelle serie inferiori, non potresti però occupare oggi quel posto, che ti porta ad entrare negli stadi più importanti d’Italia. E’ vero solo in parte che gli uomini passano e la maglia resta. Ci sono parecchi personaggi che rimangono infatti scolpiti nella nostra mente, e noi nella loro; nominandone alcuni faremmo torto ad altri. Vedere e toccare la maglia, invece, suscita ancora le stesse emozioni rispetto a due lustri fa?

Paolo Ficara