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Reggina, quale programmazione nel 2009?

Dopo aver trascorso un periodo di relax tra il 24 ed il 28 dicembre, gli operatori di mercato torneranno attivi oggi e domani per un’ulteriore fase preliminare. I motori si riscalderanno però solo dopo Capodanno.

Come sempre, i dirigenti più navigati

 (come il presidente della Reggina) tenteranno di infinocchiare i meno scaltri (inutile fare nomi) e di guardarsi le spalle da altri marpioni (anche qui risparmiamo citazioni, qualcuno potrebbe fraintendere il termine marpione). Sbaglia chi pensa che se Foti avesse la disponibilità economica di Cairo (Torino) o Preziosi (Genoa), metterebbe su chissà quale squadrone. Al di là del budget, la politica aziendale della Reggina è sempre la stessa, e a gennaio il massimo dirigente andrà alla ricerca dei prestiti con diritto di riscatto.

Lillo Foti vuole dunque rinforzare la squadra, ma alle sue condizioni. L’anno scorso, di questi tempi, arrivarono per l’appunto solo giocatori in prestito con diritto di riscatto. Ne consegue che, di fronte a gente di grosso calibro (Bianchi, Pazzini….) si è già registrata l’avanzata inglese e la ritirata spagnola. Il presidente conosce il (calcio)mercato molto meglio di chi scrive, tuttavia vogliamo fare da promemoria.

L’anno scorso arrivarono quattro giocatori, alcuni rivelatisi importanti, altri no, nel mese di gennaio (fatta eccezione per Stuani, già preso ad agosto). Per rilevare Cirillo, si approfittò del pessimo momento finanziario del Levante; a Brienza rimaneva solo un anno e mezzo di contratto col Palermo; Costa era in scadenza, e firmò il rinnovo col Bologna solo dopo aver ricevuto garanzie su una sua cessione; per arrivare a Makinwa, Lillo “la volpe” indirizzò Bianchi, già promesso al Toro, verso la Lazio per far generare un surplus nell’attacco di Delio Rossi.

Tutti arrivarono rigorosamente in prestito. Chi ha meritato la riconferma è stato riscattato. Bravo dunque il presidente a conoscere e ad approfittare di determinate situazioni, o ad inventarsele come nel caso di Makinwa. Si sono verificate però delle altre situazioni, anche in tempi recenti, che invitano a riflettere.

Il 31 agosto del 2006, la Reggina si era già accordata con i calciatori Brienza e Vigiani, ma rispettivamente Palermo e Livorno bloccarono le operazioni. Al loro posto, arrivarono Nielsen e Rios. Più fresco invece il “caso Di Michele”, negato l’1 settembre scorso dal Torino, che non intendeva darlo in prestito…. alla Reggina; al West Ham invece sì. Al suo posto sono arrivati calciatori come Di Gennaro e Rakic, dalle caratteristiche decisamente diverse.

Va bene dunque il gioco al ribasso, l’attenzione al bilancio, la volontà di puntare su calciatori valorizzabili nel tempo, ma adesso la Reggina va rinforzata con quei pochi giocatori disponibili sul mercato italiano che possano realmente innalzare il tasso qualitativo. Attendere le ultime ore della finestra trasferimenti, non aiuta ad eliminare quell’alone di confusione che poi porta a rimpiazzare eventuali obiettivi saltati, con altri calciatori dalle caratteristiche e dall’esperienza praticamente opposte.

Ci vuole abilità per far cantare messa senza (voler investire) soldi, su questo non ci sono dubbi. Continuando a invertire i luoghi comuni, bisogna anche pensare che prima o poi le vie del Signore finiscono. Sta per iniziare un nuovo anno solare, e parecchi tifosi amaranto si chiedono cosa ci porterà.

Ad esempio, Campagnolo è in scadenza di contratto, così come Corradi che, nonostante l’opzione per il rinnovo fino al 2010, difficilmente rimarrà a Reggio oltre giugno. La Reggina ha individuato portiere e centravanti del futuro? E poi, non sarebbe il caso di prolungare il contratto di Edgar Barreto, uno dei pochi giocatori, assieme a Carmona e Costa, che in futuro potrà aspirare ad un grande club? L’attuale scadenza (2011) non mette al riparo dalla scappatoia dell’articolo 17 della Fifa.

Magari con l’avvento del 2009 arriverà una solida programmazione, che consentirà alla Reggina di mantenere la Serie A accedendo alla grande nuova spartizione dei diritti televisivi, attesa per l’estate del 2010. Vedremo poi se nel 2009, nel 2010 o chissà quando, ci si renderà conto che l’allestimento di una compagine competitiva per il centro classifica, a differenza del biglietto a 2 euro, può realmente far riavvicinare un po’ di gente allo stadio. Però una funzione, il biglietto a 2 euro, in fondo ce l’ha: quella di far cambiare idea a qualcuno degli 8.690 fedelissimi abbonati.

Paolo Ficara