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Anche la Reggina, ora, ha il suo “vecchio” nuovo ds

E’ raro essere profeti in patria, Gabriele Martino appartiene a quella ristretta cerchia di uomini che hanno avuto il privilegio e la bravura di esserlo.

Dopo oltre cinquanta mesi in cui, in riva allo Stretto, si è avuta la sensazione che in seno alla società amaranto mancasse un punto di

riferimento, una figura esperta al fianco del presidente Foti, che per tutto questo tempo si è destreggiato in perfetta solitudine nei meandri del calciomercato, ottenendo sempre i risultati al termine di ogni stagione senza però evitare di incappare in qualche incidente di percorso evitabilissimo.

Parlare di “Reggina con i baffi” , a questo punto, è più che mai attuale.   Ci saranno i mustacchi di Foti, Martino e Pillon a guidare il sodalizio amaranto nel 2009, a distanza di dieci anni esatti da quando un analogo trio, con la variante Gustinetti, diede l’input decisivo per la conquista della prima, storica, promozione in massima serie.

Gabriele Martino è un uomo del presidente, che prima lo volle come vice di Albertino Bigon, fino ad affidargli il compito di ds nel 1992, carica che ha ricoperto per dodici anni ininterrottamente.

La sua storia professionale con la Reggina è ricca di successi e e tale da farsi attribuire l’etichetta di “scopritore di talenti”.  Per citarne qualcuno basta limitarsi a quelli giunti al S.Agata  da adolescenti come Simone Perrotta, oggi campione del mondo,  per arrivare a quelli scoperti in giro per il mondo come Jiranek e Mozart.

Solo chi ha il coraggio di scegliere sbaglia, è il buon “vecchio” nuovo ds a cinquantasette anni, non è risultato essere immune da questa lezione che quotidianamente si impara nella “scuola della vita”. I suoi denigratori lo ricordano soprattutto per i giocatori da lui voluti e poi rivelatisi autentici flop come i vari Reggi e Yacquè, ma a fronte delle tante scelte azzeccate questi rappresentano una percentuale che potrebbe anche essere definita fisiologica.

Dopo le poco esaltanti esperienze alla corte di Lotito con la Lazio, a Catanzaro e a Perugia,  torna a casa quello che ormai viene considerato il ds per eccellenza, anche perché, di fatto, rappresenta l’unico che nel corso degli anni il presidente Foti ha voluto al suo fianco.

Gabriele Martino, con i suoi inseparabili occhiali scuri, tornerà quindi a bazzicare dalle parti del S. Agata e per i saloni milanesi del calciomercato, di nuovo per conto della Reggina, quattro anni e mezzo dopo.

C’è ancora il suo pupillo Ciccio Cozza e si troverà ad avere l’onere di provare a tappare alcune grossolane lacune che la società ha palesato nel corso degli ultimi anni, con tanti giocatori persi a parametro zero e altri acquisiti con poca cognizione e rimasti sul groppone, nonché sul “monte ingaggi”,  la mancanza di un intermediario tra il vertice societario e la squadra, e forse qualche “caduta di stile” di troppo.

Ci sarà poco tempo per i convenevoli, c’è un mercato di Gennaio da programmare e questa volta, vivaddio, il presidente Foti non sarà solo, anche perché Martino è uno di famiglia.

 

Pasquale De Marte