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Pillon, un esordio “coi baffi”

L’eventuale rammarico per non aver vinto in superiorità numerica, non trova posto all’indomani di Cagliari-Reggina. Rimane invece la grossa soddisfazione, per aver imposto le proprie trame di gioco in casa di una squadra che aveva fatto del Sant’Elia la sua roccaforte, con cinque vittorie nelle ultime cinque gare interne.

 

Orlandi ha consegnato a Pillon una squadra tutt’altro che disastrata o allo sbando, e la voglia di soddisfare i dettami chiesti dal nuovo allenatore in settimana ha fatto il resto. Ora la palla passa al presidente Foti, che deve assolutamente rinforzare la difesa colabrodo.

Avesse avuto il dono della veggenza, mister Pillon forse non avrebbe chiesto ai suoi di inseguire da subito il risultato di parità, dopo il gol subito al 50° secondo. A saperlo, sarebbe stato molto più comodo attaccare dal 60′ in poi, dopo l’espulsione del cagliaritano Bianco. Nella parte finale di gara la squadra aveva già consumato parecchie energie, ed è da qui che deve partire l’analisi per spiegare che quelli di ieri non sono affatto due punti persi.

La Reggina ha lasciato la Sardegna ampiamente rinfrancata nel morale. Il ritmo di gioco imposto e, soprattutto, l’aver tenuto lontani gli avversari dalla propria area di rigore tramite un accurato possesso palla, sono stati gli ingredienti portati da mister Pillon a livello di concetti di gioco.

Non che gli amaranto non avessero mai ricevuto nozioni di questo tipo, ma fino a due settimane fa lo stesso Orlandi ed anche qualche calciatore erano d’accordo nel sostenere l’esistenza di un problema di mentalità fuori casa. Un problema che ieri non si è visto, se è vero come è vero che la squadra, dopo lo svantaggio a freddo, non ha concesso quasi nulla all’avversario reagendo nel migliore dei modi.

Brienza e compagni hanno fatto possesso palla dunque, riversandosi nella metà campo avversaria per tutta la partita. I difensori del Cagliari però, a differenza di qualcuno dei nostri, hanno il senso della latitudine e della longitudine e riuscivano in qualche modo ad opporsi ai tentativi di sfondamento. Quando non ci riuscivano, una buona dose di imprecisione, da parte degli amaranto, li favoriva.

E’ servito un rigore, stavolta inesistente, per consegnarci un meritato pareggio. I tremolizi negli ultimi 20 metri sono però continuati, e forse l’unico errore che possiamo imputare a Pillon è il mancato inserimento di Rakic: davvero strano che il serbo, in assenza di Corradi, non abbia trovato posto da titolare o come primo cambio.

Nell’ultimo quarto d’ora ritmi e trame di gioco, fino a quel momento piatti salienti, sono stati dettati dall’acido lattico. I calciatori della Reggina sono partiti per le vacanze natalizie, con la convinzione di aver dato tutto in quel di Cagliari. Possiamo immaginare poi quanta voglia abbia Pillon di riprendere gli allenamenti ad inizio gennaio, per continuare a lavorare sulla mentalità e sulla tattica.

Per quanto riguarda la componente principale della Reggina Calcio, la letterina a Babbo Pasquale è già partita: almeno un difensore, una forte alternativa per la fascia sinistra a centrocampo, ed un attaccante dalla spiccata vena realizzativa.

Paolo Ficara