Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, buon “punto” di partenza per Pillon

Reggina, buon “punto” di partenza per Pillon

Giocare con due punte rapide, in modo da chiudere gli spazi dietro e ripartire in velocità.  Era questa l’idea di Pillon prima del fischio di inizio di Cagliari-Reggina, naufragata, però, dopo soli quaranta secondi.

Punizione di Fini, testa di Acquafresca condita dalla solita dormita difensiva  e palla che si insacca in rete, dopo il tocco poco efficace

di Campagnolo, che in questa stagione continua a non dimostrarsi in vena di miracoli.

Il gol  potrebbe essere una mazzata per una squadra che non naviga in acque tranquille, ma la Reggina prova a venir fuori al piccolo trotto.     Le cose più interessanti si vedono sulla destra con Sestu  particolarmente stimolato dalla fiducia accordatagli dall’allenatore.

La prima occasione amaranto porta la firma di Ceravolo, che  dopo uno schema partito da un calcio piazzato, su servizio di Barreto, in buona posizione si trova a concludere in modo scoordinato trovandosi in posizione avanzata rispetto alla direzione della palla.

Ancora Reggina intorno al quarto d’ora con un diagonale al volo di Barillà che viene neutralizzato con sicurezza da Marchetti e poi con una punizione di Brienza, alta di poco sopra l’incrocio.

Al 26’ una palla di Barreto attraversa l’intero l’intera area di rigore, sul secondo palo arriva Costa che da posizione defilata colpisce il palo esterno.

Le amnesie difensive sono fedeli compagne per i colori amaranto, la dimostrazione arriva al 31’ quando la difesa si dimentica di Lopez, sugli sviluppi di un corner, la cui torre serve Bianco in area che in spaccata conclude debolmente divorandosi il gol del raddoppio.

A fare la gara  è la Reggina, il Cagliari, forte del vantaggio, si limita a controllare la gara, provando a ripartire quando è possibile.  Prova ne sia la pericolosa conclusione di Jeda , finita a lato al 40’, favorita da un errore di Cirillo in anticipo, e giunta dopo una sgroppata di trenta metri culminata al limite dell’area di Campagnolo.

La più  clamorosa delle occasioni per la Reggina giunge in chiusura della prima frazione, con una palla recuperata da Barillà sulla trequarti sarda, la sfera giunge a Ceravolo che in situazione di “coast to coast” a pochi metri dalla porta, con la doppia opzione del calcio o del passaggio a Brienza, si trova a cincischiare con la palla e a farsi recuperare dalla difesa di Allegri.

Nel secondo tempo accade poco, pochissimo fino al quarto d’ora.  Cross di Costa, Bianco va a vuoto e la palla sta per giungere a Brienza, ma il difensore cagliaritano prova a difendere il pallone a terra accartocciandosi sulla sfera.  L’arbitro non vede il fallo di mano, il guardalinee si che accorda un dubbio rigore a favore degli amaranto.   Doppia ammonizione per  il centrale di Allegri  e rigore trasformato da Franco Brienza.

Pillon prova a vincere la gara in superiorità numerica richiamando Ceravolo e inserendo l’ “oggetto misterioso” Stuani, mentre il tecnico del Cagliari corre ai ripari togliendo Acquafresca e mandando in campo il difensore Canini.

Al 27’ gran tiro dal limite di Barreto, che dimostra, nell’occasione, di aver un buon sinistro oltre ad un ottimo destro. Poco più tardi Stuani arriva in ritardo su un buon cross dalla sinistra.

La Reggina rischia niente, ma crea davvero poco per meritarsi la vittoria che nel complesso dei novanta minuti ci sarebbe potuta stare, anche alla luce delle importanti defezioni a cui Pillon ha dovuto ovviare.

Alla resa dei conti gli amaranto portano a casa un punto prezioso, che a priori sarebbe anche potuto andar bene.  Nel complesso il merito maggiore che va ascritto al neotecnico amaranto è stato quello di aver ripescato nella rosa un giocatore che pareva esser destinato a  rimanere ai margini della rosa, Sestu, ma è innegabile che non gli si poteva chiedere di usare la bacchetta magica, che probabilmente non ha, per superare le carenze strutturali  che la Reggina dimostra di avere soprattutto nel pacchetto arretrato.

Il Cagliari potrebbe anche recriminare per la massima punizione concessa, ma va detto che i tre punti non sarebbero stati meritati per i rossoblu e che in occasione del palo di Costa, Tommasi ha omesso la concessione di un penalty per atterramento di Santos in area di rigore.

Sembreranno considerazioni scontate, ma mai come oggi vanno prese alla lettera: il risultato di oggi rappresenta un buon punto di partenza, ma quello di arrivo è ancora lontano.

Pasquale De Marte