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L’imperativo è mantenere le buone tradizioni

Ultimo impegno prenatalizio per la Reggina, che a Cagliari giocherà per l’ultima volta nell’anno solare 2008 condito dall’ennesima salvezza giunta nel mese di Maggio con addirittura una giornata d’anticipo, al punto che l’ultima trasferta, proprio in Sardegna, si rivelò una vera e propria formalità conclusasi con un pronosticabile pareggio per 2-2.

Furono gli ultimi gol in amaranto di Nicola Amoruso prima di salutare lo Stretto

 ed accasarsi al Toro, ma soprattutto in panchina c’era Nevio Orlandi, a cui nelle ultime ore è succeduto Giuseppe Pillon.  

Il tecnico trevigiano esordirà  contro i rossoblu di Allegri che in casa viaggiano come una grande e dopo un inizio stentato si sono guadagnati la tranquillità di una classifica che, attualmente, non offre alcun patema d’animo.   Durante questa stagione le due squadre si sono già affrontate al Granillo in Coppa Italia e fu una debacle per gli ospiti che capitolarono per 4-0 sotto i doppi colpi di Ceravolo e Brienza, coppia che potrebbe partire titolare domenica.

La Reggina è un tabù per il Cagliari, che in serie A non l’ha mai battuta.  Il Sant’Elia è spesso divenuto terreno di conquista per gli amaranto che nel computo totale delle sfide disputate in terra isolana, otto, hanno vinto in ben quattro occasioni, perdendo due volte e ottenendo due pareggi, l’ultimo dei quali è proprio quello citato in precedenza.

Nella prima edizione la gara ebbe i poco dorati contorni della serie C e, manco a dirlo, il 15 Novembre del 1987 fu la Reggina a imporsi per 1-0.

Due anni dopo (3 settembre 1989), le due squadre si ritrovarono in serie B e stavolta con lo stesso punteggio ad avere la meglio furono i sardi, i quali il 30 novembre del 1997, dopo otto anni di assenza della gara, tornarono a vincere con un secco 2-0, sempre in cadetteria.

Il Cagliari, nel 98, finì in serie A e dopo una stagione di pausa, quella in cui gli amaranto trovarono la promozione in massima serie,  tornando a Cagliari il 16 aprile del 2000 firmarono un’importante vittoria ai fini del raggiungimento della salvezza, che peraltro diede il definitivo colpo alle speranze dei rossoblu di poter conquistare la permanenza.  Match-winner fu Francesco Cozza, ex di turno, ma altrettanto decisive si rivelarono le parate con le quali Massimo Taibì un personalissimo duello con Patrick M’boma , che più volte si trovò ad impegnare il portiere palermitano.

Il 26 ottobre del 2001, ancora in serie B, fu 0-0, ma a recriminare furono soprattutto gli uomini del presidente Celino che fallirono un rigore con Suazo, parato da Belardi.

Il 30 aprile del 2005, questa volta in serie A, uno straordinario gol di Colucci e la superiorità numerica della Reggina sembravano indirizzare la sfida verso il successo degli ospiti, ma in pieno recupero Rolando Bianchi, proprio lui,  siglò il gol che valse l’ 1-1 finale.

Undici mesi dopo (26 marzo 2006) i gol di Alessandro Lucarelli e Tedesco fissarono lo 0-2 finale, ma a far notizia a fine partita, più che altro, fu la lite,negli spogliatoi dopo il fischio finale,  tra Abejon e il centrocampista siciliano che portò alla prolungata squalifica di entrambi.   Ancora 0-2 il 28 gennaio del 2007, ma la firma fu quella di Luca Vigiani (doppietta), appena rientrato a Reggio dopo la nuova acquisizione, questa volta definitiva, dal Livorno.

La tradizione, indubbiamente risulta essere favorevole, toccherà a Pillon e alla sua Reggina provare a mantenerla.

Tradizione è anche quella che tutte le volte in cui si è cambiato allenatore, negli ultimi quindici anni, Foti  non ha mai sbagliato o se l’ha fatto (Ulivieri) è riuscito a mettere una pezza, conquistando comunque l’obiettivo prefisso. 

Si attende solo la risposta del tempo per sapere se il filone continuerà.

Pasquale De Marte