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Troppo Cassano per la Reggina

Nel soleggiato pomeriggio del Granillo si affrontano Reggina e Sampdoria.  All’ultimo minuto l’ex di turno, Mazzarri, è costretto a rinunciare a Castellazzi al cui posto viene schierato Mirante, mentre Orlandi propone un atipico 4-3-2-1 con Tognozzi piazzato in mezzo a Carmona  e Barreto.

La gara entra nel vivo già dai primi minuti e i tagli degli attaccanti blucerchiati sembrano dare molto fastidio ai centrali  amaranto. In un’occasione Bellucci, servito in profondità sulla destra,  beffa

Santos con il movimento e dal fondo mette una palla su cui l’accorrente  Pieri non trova la mira giusta dal limite.

  Al nono minuto un tiro di Carmona deviato da un difensore doriano libera Barreto in area al tiro, ma di sinistro il paraguaiano si rende protagonista di una conclusione inguardabile.     

Gli amaranto soffrono principalmente sulla sinistra dove spesso e volentieri si defila Cassano e su cui Costa non è sempre impeccabile.

Tuttavia le occasioni migliori sono per i padroni di casa.  A cavallo della mezz’ora prima Brienza, dopo una combinazione con Cozza, impegna a terra Mirante e poi Cozza, in contropiede, innescato da Corradi si defila troppo e sciupa una buona occasione concludendo a lato del secondo palo della porta doriana.

Dal canto loro, gli uomini di Mazzarri continuano nel loro forcing attaccando sulla loro fascia destra  e si affidano ai lampi di Cassano, il primo dei quali arriva al 42’, con un cross che imbecca Stankevicius, subentrato all’infortunato Dessena, in area, ma la conclusione del lituano non è precisa.

Nella ripresa il primo a rendersi pericoloso è Bellucci con un tiro da venticinque metri , ma ad andare più vicina alla rete del vantaggio è la Reggina.  Corradi, spalle alla porta  e dalla linea di fondo, si inventa un tiro-cross  in girata che colpisce la traversa a Mirante battuto.

Poco dopo Pieri si divora un’occasione colossale.  Cassano si libera in area e mette un pallone in mezzo che richiede unicamente di essere spinto in rete a Campagnolo battuto, ma l’esterno di Mazzarri spedisce la palla in curva.  Al 66’ si apre un autentico tiro a bersaglio verso la porta della Reggina. Ancora  Pieri, servito di tacco da Cassano, cerca la conclusione da posizione più difficile rispetto alla precedente, ma la sfera si spegne lontana dallo specchio della porta, al punto che sull’altro fronte diventa giocabile per Stankevicius che chiama all’intervento Campagnolo  abile rialzarsi prontamente dopo essere rimasto a terra dopo il tuffo sul tiro precedente.

Il campanello d’allarme spinge Orlandi a richiamare in panchina Cozza e Di Gennaro, ma le cose non cambiano, anzi peggiorano, nonostante le scelte del tecnico siano state quelle più logiche.  Cassano ingaggi un uno contro uno in area con Cirillo, che allunga la gamba e  permette all’attaccante barese di trovare il contatto e guadagnarsi un penalty “cercato”, ma da assegnare.   Al 29’ Bellucci trasforma la massima punizione e consente alla Samp di mettere la testa avanti.

L’occasione per raddoppiare è immediata, grazie a un contropiede generato da un errore di Carmona , che porta Cassano di fronte a Campagnolo, ma il pallonetto è debole al punto da consentire il salvataggio sulla linea a Cirillo.

Il difensore, tuttavia, non è irreprensibile anche al minuto numero ottantuno, quando si fa superare ancora da Cassano che fornisce l’assist per il raddoppio firmato da Padalino, su cui è in palese ritardo Costa.

Si conclude nel peggiore dei modi il ciclo delle due partite casalinghe della Reggina che si trova con un bottino di un solo punto, che in un certo senso vanifica  quel “quid” in più che la classifica pareva aver ottenuto dalla vittoria di Udine, nonostante qualche passaggio a vuoto di troppo nel corso del campionato soprattutto in traferta.

Pasquale De Marte