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Tu chiamale se vuoi… emozioni

Fabio Caressa  è un telecronista che con il suo modo di fare ha rivoluzionato le telecronache calcistiche in Italia, e celeberrime, soprattutto grazie ai Mondiali del 2006, sono divenute le  sue espressioni che tendono a sottolineare la grande giocata di un difensore o la rete di un attaccante. 

La sua scelta  di enfatizzare ciò che accade in campo, quasi “urlato in silenzio”,  è divenuto il suo marchio di fabbrica assieme a quello di interessanti digressioni che esulano dal contesto puramente sportivo  e che spesso vengono utilizzate come introduzioni

delle gare.  Nell’era delle pay-tv accade che i tifosi si ricordino di un episodio proprio per la maniera con la quale il telecronista romano fa si che si viva il momento sportivo attraverso il teleschermo.

Se quel “Caannaaavaro”  sarà per sempre icona della rassegna iridata tedesca, suo malgrado la Reggina ha dovuto per anni convivere con le crude immagini dello spareggio col Verona nel quale a una manciata di secondi dalla conclusione del match di ritorno, come un fulmine a ciel sereno, arrivò quel nome scandito a gran voce:”Cooossaato!”.

Passarono due anni e fu ancora spareggio, trasmesso anch in quella circostanza da Telepiù. Si giocava a Bergamo e sull’1-1, che in virtù dello 0-0 dell’andata salvava gli amaranto,  l’Atalanta premeva e metteva alle strette la retroguardia piazzata a difesa della porta di Belardi.

Fino a quando giunse il momento in cui il nome a essere sprigionato dai diffusori acustici delle Tv reggine, per bocca di quello che può essere ormai considerato “The voice” del calcio nazionale, fu quello di Emiliano Bonazzoli.  Momenti di euforia pura che si legano inesorabilmente  al ricordo del gigante lombardo, che domenica la Reggina potrebbe ritrovarsi da avversario.  Nello “show-business” pallonaro moderno di spazio ne trovano poco, ma è lapalissiano che, tra un paio di giorni, le emozioni saranno diverse da quelle delle altre gare per entrambe le parti.

Il centravanti giunse in un primo momento in prestito dal Parma nel Gennaio del 2003 e che la sua esperienza a Reggio non sarebbe stata fittizia, lo si capì subito.   All’esordio assoluto in amaranto, all’Olimpico contro la Lazio, segnò il gol vittoria che fu il primo di sette con i quali permise alla Reggina di De Canio di aggrappare per i capelli uno spareggio, che sembrava un miraggio dopo il deficitario girone d’andata.

Le sue prestazioni non passarono inosservate e nell’estate del 2003 a contenderlo ci furono le big del calcio italiano ma l’interesse più forte fu quello del Milan che dopo averlo a lungo seguito preferì battere altre strade, mentre Foti sborsò ben 4,5 milioni di euro per accaparrarsene la comproprietà.

Fu l’acquisto dell’anno per la Reggina, ma le prestazioni del giocatore non ebbero gli stessi riscontri dell’annata precedente, anche per via di un gioco fin troppo rinunciatario figlio della filosofia calcistica di Colomba prima e Camolese più. Si contarono solo due gol al termine della stagione.

Nell’ultimo anno in amaranto le marcature furono otto, ma la cartolina stagionale arrivò da Roma, sempre contro la Lazio, gara in cui trovò un incredibile rete calciando al volo di destro da posizione impossibile ricordando le gesta del miglior Van Basten.

La sua cessione alla Samp fu dettata dalle contingenze scaturite dalla querelle fidejussioni che obbligarono la Reggina a  privarsi dei suoi pezzi migliori per monetizzare e ottenere la liquidità necessaria per dirimere le questioni contestate da Gazzoni. Si chiuse così l’esperienza di un ragazzo timido in riva allo Stretto, che ha sempre preferito i fatti alle parole.  Fatti si, tanti. L’unico cruccio potrebbe essere rappresentato dai pochi gol messi a segno, ma questo non è che lo scotto di un attaccante molto generoso che molte volte non ha la lucidità per finalizzare l’azione. 

Un gol da ex lui l’ha già fatto in un Sampdoria Reggina 3-2 in cui aprì le danze, non esultando per rispetto.

 Spesso si è parlato di un suo possibile ritorno in amaranto dato che alla Samp, dove i tanti infortuni lo hanno fatto retrocedere nelle gerarchie di Mazzarri, non trova spazio.  Chissà che un eventuale arrivo di Pazzini in blucerchiato e la possibile partenza di Corradi non possa aprire nuovi scenari già per il marcato di gennaio.

Nella Samp milita anche Luca Castellazzi, sei mesi alla Reggina nel 2002 sotto la guida di Mutti. A Gennaio dopo essere stato accantonato si trasferì al Catania, mentre Puggioni, dodicesimo amaranto e indisponibile per l’occasione, è cresciuto nel settore giovanile ligure senza mai scendere in campo con la casacca doriana in partite ufficiali a livello di prima squadra.

Pasquale De Marte