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Reggina, un punto è meglio di zero

Quando si segue una partita, o un campionato, della Reggina, bisogna portarsi sempre dietro un bagaglio di memoria, per sapere come prendere certi risultati. Già prima della gara di ieri col Bologna, le immagini di Reggina-Livorno 1-3 o di Reggina-Treviso 1-2 scorrevano come flash della mente, a ricordarci che gli scontri contro chi apparentemente è più “derelitto” rispetto agli amaranto, possono riservare sempre brutte sorprese.

Si può dunque accogliere con soddisfazione il pareggio in gara interna contro una diretta concorrente, anche perchè a questo punto del campionato una sconfitta avrebbe tagliato le gambe, oltre a rilanciare il morale degli avversari. La squadra di Mihajlovic, pur dimostrandosi tecnicamente inferiore, aveva nelle corde il colpaccio. Basti considerare che nelle tre nitide occasioni avute, i felsinei hanno segnato due gol e centrato una traversa. Questi sono segnali. Possibile però tanto cinismo in una squadra penultima in classifica? Probabilmente no.

Le occasioni nitide del Bologna sono state soltanto tre, perchè il centrocampo della Reggina ha svolto un impressionante lavoro di filtro. Barreto è stato autore di una prestazione mostruosa, versione Duracell, ed ha corso per tre. Non è una frase fatta: il paraguagio doveva tamponare a destra, causa mancati rientri difensivi di Cozza, ed in mezzo il valoroso Carmona non era al meglio della condizione. Le poche volte che Di Vaio e compagni annusavano l’area di rigore, ci pensavano invece i nostri difensori a mostrare l’ospitalità tipica del popolo reggino. Non è una novità purtroppo, anche se non ci si aspettava il grave errore da parte del reattivo Campagnolo.

Aggiungiamo anche che Orlandi, volendosi ostinare sulla lettura tattica della gara, non ha preso in considerazione aspetti altrettanto se non più importanti, come la condizione fisica dei suoi al momento delle sostituzioni. Pochi istanti dopo il parziale 2-1, è stato sostituito un Barillà forse colpevole di non aver inseguito Zenoni nell’azione del primo gol bolognese. C’era gente che correva però molto meno del giovane mancino, rilevato da un altro giocatore come Vigiani, capace di svolgere entrambe le fasi ma dimostratosi in ritardo di preparazione.

Non è poi in alcun modo comprensibile il cambio Corradi-Di Gennaro. E’ vero, il gol segnato nasconde l’ennesima prestazione con molte pecche da parte del centravanti, ma la Reggina ha avuto l’ultima occasione nitida su una sua sponda, la prima azzeccata della gara, per Cozza che ha sprecato tutto a tu per tu con Antonioli. Pur coprendoci gli occhi e volendo dare ragione al mister, per quanto riguarda la sua intenzione di cercare il fraseggio (ma perchè si alza la palla allora?), è impensabile effettuare un forcing finale lasciando in campo Cozza, in palese difficoltà di passo già dal primo tempo.

La frittata rischia di spiaccicarsi definitivamente domenica prossima. Che Orlandi consideri Cozza imprescindibile, e non abbia lo stesso concetto di Corradi, lo si era capito ben prima di Reggina-Bologna. Però quando sono gli stessi calciatori in campo a rendersi conto di chi merita il cambio e chi no (vedi dichiarazioni di Brienza), si alimenta un malcontento. Gennaio è alle porte, e Corradi che non è nato ieri ha capito che la Reggina tenterà di piazzarlo altrove. La speranza è che continui a non venir mai meno la sua professionalità (di sicuro è molto più signorile di altri nell’accettare le sostituzioni), anche se il suo stato d’animo contrariato è evidente. Poi domenica si rigioca in casa con la Sampdoria, e c’è bisogno di lui….

Paolo Ficara