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Solita Reggina autolesionista

Nel delicato scontro diretto del Granillo tra Reggina e Bologna il primo brivido lo regala Carmona che durante il riscaldamento prepartita è costretto a uscir fuori dal campo in anticipo rispetto ai compagni di squadra,  si presume per via del riacutizzarsi della botta al collo del piede rimediata contro la Juventus.

Nonostante tutto, il cileno è regolarmente in campo dall’inizio.  Il primo quarto d’ora di gioco appare essere fortemente condizionato dalla posta in palio e la grande determinazione messa in campo da ambo le parti fa si che non si verifichino nitide situazioni da rete, anche se

 gli amaranto sembrano particolarmente soffrire sulla destra dove la posizione avanzata di Cozza costringe Cirillo a trovarsi spesso in situazione di inferiorità numerica sulla sinistra avversaria, prova ne sia l’ammonizione rimediata da Cirillo in avvio di gara per un fallo su Di Vaio.

Tuttavia dopo il quarto d’ora la Reggina riesce a proporsi con pericolosità in un paio di circostanze con Brienza lanciato in profondità.  Nella prima occasione il giocatore ischitano, con caparbietà e forza, recupera una palla sporca  in area di rigore e solo davanti ad Antonioli si fa chiudere lo specchio dal portiere rossoblu che devia in angolo.

La risposta del Bologna non si fa attendere e Moras, anticipa tutti sugli sviluppi di un calcio piazzato battuto da Lanna, e di testa colpisce la traversa.

Poco dopo, è ancora Brienza, imbeccato da Cozza sulla sinistra, a saltare il proprio diretto  avversario e a provare a beffare sul proprio palo Antonioli rientrando sul destro, ma lo stagionato estremo difensore è bravo a respingere la conclusione.

Il dottor Favasuli, intanto, è chiamato agli straordinari. Prima Valdez e poi Cirillo sono costretti a ricorrere alle cure dei sanitari. L’uruguagio è costretto ad uscire e a lasciare il posto al connazionale Alvarez.

Ayroldi lascia correre tanto e il Bologna, autentica espressione del gioco maschio che contraddistingueva il suo allenatore da calciatore, non fa sconti, a differenza del direttore di gara che potrebbe tirar fuori qualche cartellino in più per placare gli animi.

Gli ospiti sostiuiscono  Marchini con Coelho, ma nonostante tutto riescono ad avere la supremazia a centrocampo dove Carmona e Barreto sembrano al di sotto  del loro solito rendimento.

Tuttavia le occasioni migliori sono di marca amaranto  e a riscaldare gli animi è il duello tra Antonioli e Brienza, con il portiere che nega il gol questa volta di piede nell’ennesima occasione a tu per tu.

La Reggina ha tanto cuore e il gol che al 40’ la porta in vantaggio ne è l’emblema. Ayroldi non fischia   un fallo cu Cozza al limite, e sugli sviluppi della situazione si scatena un batti e ribatti in area, dal quale viene fuori  proprio il centrocampista paraguaiano che con un guizzo serve Brienza in profondità, il quale serve Corradi  al centro che, in girata di destro, supera Antonioli alla sua destra.

Al 43’ Cozza sfiora il gol direttamente da calcio d’angolo ma è ancora una volta il numero uno emiliano a dire di no respingendo col ginocchio.

Nella ripresa il Bologna inserisce Bernacci e trova subito due occasioni da gol.  Prima Coelho chiama alla prima parata della gara Campagnolo con una presa bassa, poi Zenoni dopo una grande discesa sulla destra trova Valliani in area che di destro trova un rasoterra angolato sul quale nulla può il portiere amaranto.

Tre minuti, al 56’ dopo è un bolide  di Barreto  da oltre  venticinque metri a riportare avanti la Reggina, ma il vantaggio non dura neanche cinque minuti poiché  Di Vaio, servito con una palla filtrante, prima beffa col movimento Cirillo e poi conclude al volo in area di rigore da posizione defilata,  cogliendo impreparato Campagnolo sul suo palo.

Orlandi corre ai riparti e passa al 4-3-1-2 con Cozza dietro le punte e Vigiani, subentrato a Barillà, sulla linea di Barreto e Carmona.  Al 67’ il capitano amaranto conferma di non essere in giornata e solo davanti ad Antonioli, dopo una perfetta sponda aerea di Corradi, si fa respingere col corpo la conclusione.

Il Bologna pian piano prende coraggio e diventa padrone del campo, Orlandi prova a rimediare alla situazione di gioco delineatasi e fa entrare in campo Di Gennaro dal posto di Corradi, guadagnandosi i sonanti fischi del pubblico che avrebbe preferito scelte di altro tipo, leggasi Cozza.

La gara negli attimi finali si caratterizza per una serie di traversoni messi in mezzo dai padroni di casa, ma l’assenza di una torre si fa sentire e la mossa operata dalla guida tecnica si rivela tutt’altro che azzeccata.

Finisce con un 2-2 in cui a fare il bello e il cattivo tempo è stata, come spesso succede, la Reggina e nel pareggio, che suona come un mezzo passo falso, c’è qualche responsabilità anche dell’allenatore che aveva ben preparato la gara,   vanificando tutto però con delle opinabili scelte in corso d’opera.

Il Bologna ringrazia e porta a casa il quinto pareggio consecutivo con il minimo sforzo.  

Pasquale De Marte