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Ex: ultratrentenni rossoblu o ventenni amaranto ?

A molti giocatori non piace che le proprie gesta con la maglia di una squadra vengano ricordate unicamente per un singolo episodio o per una rete in particolare, poiché questo è in un certo senso la certificazione che tutto il resto è un po’ finito nel dimenticatoio.

Tuttavia, sovente, questo capita ed è il caso di Massimo Marazzina, attaccante in forza al Bologna, che

 domenica si troverà ad affrontare la Reggina con la quale giocò il suo primo vero campionato di serie A.

A Reggio delle ventinove presenze e delle cinque realizzazioni della stagione 1999/2000, culmimata con la retrocessione in serie B degli amaranto, si ricorda principalmente l’inizio che fu col botto.

E’ ancora negli occhi dei tifosi quel movimento in profondità e quel sinistro di prima intenzione che fece secco Frey per il 2-1 contro l’Inter che fece debordare di gioia il Granillo e di rabbia Lippi, che dopo il celebre sfogo post partita venne esonerato da Moratti.

Altre volte accade che un ragazzo, ancora acerbo, arrivi troppo presto in una categoria alla quale potrà adattarsi col tempo fino a stargli quasi stretta.

Questo è, invece, il caso di Davide Bombardini, giunto a Reggio nel 97, finendo ben presto ad essere mandato in serie C per farsi le ossa in prestito. Prima Atletico Catania e poi Acireale rappresentarono due esperienze che non gli valsero la fiducia della dirigenza amaranto che, assieme a Lorenzini, lo cedette al Palermo in cambio di Salvatore Vicari, dopo sole diciannove partite con la maglia della Reggina in due stagioni diverse. “E’ un’operazione che rifarei perchè ci ha permesso di prendere uno dei giovani italiani più promettenti” fu il commento di Gabriele Martino qualche anno dopo, quando il centrocampista iniziò ad imporsi a Palermo e a guadagnarsi la chiamata della Roma di Sensi, all’epoca presidente anche della società rosanero, con la quale tuttavia non ebbe un’esperienza felice.

Storia simile, ma non del tutto, è quella di Salvatore Lanna, che come Marazzina si consacrò al Chievo negli anni d’oro dei gialloblu di Del Neri. Il terzino sinistro arrivò in Calabria nel 94, appena diciottenne, e la Reggina era una corazzata pronta a dominare il campionato di serie C, come in realtà fece, in cui lo spazio per i giovani sarebbe stato limitato e il giocatore dopo sei presenze tornò a giocare per il suo Capri, prima di spiccare il volo verso palcoscenici più prestigiosi.

Da una parte ci saranno gli ultratrentenni ex amaranto che ad oggi militano nel Bologna, dall’altra c’è la generazione d’oro dei ventenni amaranto, di cui due sono passati dal Dall’Ara.

Il ventiduenne Andrea Costa, reggiano di nascita e di estrazione calcistica, giunse nel capoluogo emiliano nel 2005 dopo essersi fatto notare con la maglia granata nel campionato di serie C in giovanissima età con le credenziali di un ragazzo di grande talento già nel giro nelle nazionali giovanili.

Tuttavia l’idillio con il Bologna, nonostante il nome coincidente con il politico socialista ma soprattutto con quello della curva del tifo felsineo più acceso, non durò a lungo e ben presto venne relegato ai margini della rosa in serie B, fino alla chiamata della Reggina che dopo averlo lanciato nella mischia negli scontri chiave della scorsa stagione lo ha riscattato per più di due milioni di euro durante la scorsa estate assicurandosene l’intero cartellino.

Qualcuno erroneamente lo ha fatto passare come una delle poche cose “buone” portate da Ulivieri, ma a dire il vero il ragazzo era da tempo seguito da tempo dall’entourage amaranto e non è stata certo la parola del tecnico toscano l’ultima rispetto all’acquisto operato, in un primo momento, con la formula del prestito.

Il fatto che il Bologna abbia qualche problema sulla sinistra, settore nel qual per ora è stato tesserato l’ex interista Cesar che proprio terzino non è, la dice lunga su quanta poca lungimiranza ci sia stata nella dirigenza emiliana.

I diritti sportivi di Davide Di Gennaro, invece, risultano essere in comproprietà tra Genoa e Milan, con la società del presidente Foti che ne detiene le prestazioni in prestito.

Anche lui viene considerato uno dei maggiori prospetti dell’intero panorama italiano e nella scorsa stagione fu mandato dal Milan a farsi le ossa proprio a Bologna, prima di inserirlo nell’operazione che ha portato i rossoneri a riscattare Marco Borriello dai grifoni. Per lui in archivio ci sono ventidue presenze e due reti con la maglia rossoblu per il suo contributo a quella che è stata una stagione trionfale per la formazione che fu di Arrigoni ed ora viene guidata da Sinisa Mihajlovic, che a Reggio vuole trovare la prima vittoria della sua carriera di allenatore. A impedirglielo ci sarà una Reggina che vuole riprendere la strada smarrita a Torino contro la Juventus.

Pasquale De Marte