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C’era a chi il “Delle Alpi” piaceva…

E’ di pochi giorni fa la notizia che la Juventus ha finalmente presentato il progetto per la costruzione del nuovo stadio di proprietà della società bianconera.

Poco male se si considera che si tratta di una prima volta in Italia, dove la maggior parte degli impianti fanno capo a istituzioni pubbliche.

Il nuovo stadio sorgerà sulle ceneri del vecchio “Delle Alpi” per il quale è prevista un’opera di demolizione. Per qualcuno è una sorta di liberazione dato che è stato sempre considerato una pessima struttura per assistere ad una partita di calcio, per via di una pista d’atletica che rende difficoltosa la visione del campo di gioco e inserita, all’epoca di Italia 90, nel progetto esclusivamente per usufruire dei finanziamenti del Coni.

Diverso è il sentimento dei tifosi della Reggina nei confronti di questa struttura che proprio nel tanto bistrattato “Delle Alpi” videro prima svilupparsi e poi realizzarsi un sogno.

E’ lì che il 13 giugno del 1999 gli amaranto obliterarono il biglietto del treno che li condusse nell’Olimpo dela massima serie battendo il Torino già promosso e, sempre nella stessa location, da lì a poco si sarebbe configurato il debutto in serie A, avvenuto contro quella Juventus che sarà anche la prossima avversaria della Reggina nell’anticipo di sabato sera.

Si dice che nella vita si può perdere tutto tranne che i ricordi, soprattutto se sono belli. E’ innegabile che nella memoria dei tifosi amaranto risulteranno indelebili quelli dei gol di Cozza e Martino che mandarono in visibilio i 15.000 tifosi giunti nel capoluogo piemontese a spingere la propria squadra nella storia a dieci anni di distanza da quello sciagurato spareggio di Pescara, l’invasione di campo al termine della gara così come il guizzo di Kallon che consentì di fermare la “Signora” a domicilio al debutto assoluto della Reggina in serie A, facendo venir giù qualche lacrima di gioia a chi per anni ha con orgoglio portato i vessilli amaranto sui polverosi campi della C, sentendosi più di ogni altro meritevole di godersi quei momenti.

E’ pur vero che mettendo da parte le necessità dello “show business” quale il calcio è diventato e rispolverando un  sano romanticismo un pò di dispiacere viene se a venir meno sarà quello che, in un certo senso, assieme al Granillo sarà per sempre il “Theatre of Dreams” della Reggina, sul cui suolo sarà costruito l’avvenieristico impianto della Juventus che porterà il nome di uno sponsor pronto a elargire tanti euro per garantirsi la denominazione dello stadio.

Pasquale De Marte