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Cozza-Corradi, è ancora festa per la Reggina

Reggina-Atalanta è la sfida in cui le due squadre intendono proseguire sulla strada intrapresa nel precedente turno di campionato con le vittorie contro Udinese e Napoli.

Per farlo Del Neri e Orlandi si affidano a quelle che erano le formazioni annunciate alla vigilia. Sugli spalti non c’è il pubblico delle grandi occasioni, ma di questi tempi al Granillo non è una novità quando a scendere in campo non è una grandissima del calcio italiano, mentre un centinaio sono i fedelissimi

giunti da Bergamo.

A riservare la sorpresa più amara sono i tifosi dell’Atalanta che interrompono il minuto di silenzio in onore del giornalista Lillo Scopelliti, scomparso qualche giorno fa, con cori fuori luogo e segno di inequivocabile inciviltà.

Al 8’ la Reggina è già in vantaggio:  punizione dai venti metri defilata sulla sinistra, guadagnata da Brienza, e calciata dal capitano Cozza.  Tiro a giro sul palo difeso dalla barriera, palla sotto l’incrocio e Coppola  può solo guardare la palla insaccarsi.

Nei minuti seguente l’Atalanta prova a replicare subito, ma l’apparente supremazia territoriale si concretizza in una velleitaria rovesciata di Floccari in area di rigore.

Al 20’ però la Reggina trova il raddoppio.   Angolo di Brienza, Corradi in evelazione ruba il tempo a tutti e beffa Coppola non impeccabile nell’uscita.

Gli uomini di Del Neri provano ancora una volta a reagire ed è nuovamente Floccari  a concludere alto sopra la traversa, con un colpo di testa giunto grazie a un cross dalla trequarti al minuto numero ventitre.

Gli amaranto, forti del doppio vantaggio, provano a sfruttare  gli spazi che gli ospiti offrono. Al  26’ Cozza serve Corradi in profondità, che sullo scatto beffa il proprio avversario diretto, ma non ha lo spunto per superare il solo  Coppola in uscita non raggiungendo il pallone per tempo.

Alla mezz’ora arriva la migliore occasiono per gli ospiti.  Punizione laterale battuta  da Guarente, Doni prolunga sul secondo palo in tuffo su cui si fa trovare Manfredini  che, a Campagnolo battuto, colpisce incredibilmente il palo.

La fortuna assiste la Reggina anche qualche minuto più tardi: ancora Guarente di destro  con una gran botta dai venti metri va a colpire la parte alta della traversa.

Un brivido corre lungo la schiena di Coppola quando Brienza  riceve il pallone sulla destra e rientrando da una posizione da cui ci si aspetterebbe il cross prova a sorprendere l’estremo difensore orobico sul secondo palo sfiorando la realizzazione.

Del Neri prova a correre ai ripari e ad inizio ripresa sostituisce De Ascentis con Vieri  e Garics con Rivalta.   Le mosse dell’ex allenatore del Chievo Verona sembrano essere azzeccate nei primi minuti del secondo tempo visto che due circostanze l’Atalanta si rende pericolosa: prima una triangolazione Doni-Floccari manda l’attaccante vibonese ad una fiacca conclusione da posizione pericolosa e poi Vieri, lanciato in dubbia posizione rispetto alla linea dei difensori, si divora una clamorosa occasione da gol in solitudine davanti a Campagnolo in uscita disperata, calciando a lato di destro.

Cirillo soffre Padoin sulla destra, Orlandi prova a mettere una pezza inserendo Alvarez al posto di Cozza riuscendo ad ovviare alle difficoltà difensive su quella fascia.

Da quel momento l’Atalanta non riesce più a pungere, trovando solo qualche calcio piazzato da sfruttare ma si rivelano occasioni per veder giganteggiare i due difensori centrali della Reggina, Santos e Valdez autori di una prova impeccabile.

Dal canto proprio gli amaranto non riescono ad approfittare degli spazi che l’Atalanta offre fino al ’79 quando Brienza va via in velocità e dopo aver dribblato Manfredini, permette all’accorrente Corradi di  calciare di destro e mettere a segno la doppietta personale.

Orlandi sul 3-0 richiama Brienza in panchina e rafforza l’ottima cerniera di centrocampo composta da Barreto e Carmona, inserendo Tognozzi . Nel finale il subentrante Di Gennaro si vede negare da Coppola il poker amaranto . Il gol di Doni vale solo per le statistiche.

Finisce con un perentorio 3-1 che penalizza forse oltre modo un’Atalanta sfortunata , ma che certifica in modo indiscutibile la prova di solidità e di forza offerta  dalla Reggina che conferma quanto di buono mostrato  ad Udine con la seconda vittoria in altrettante gare. Adesso, con undici punti in classifica si può guardare al futuro con meno patema d’animo ma per salvarsi occorreranno tante gare giocate come questa.

Pasquale De Marte