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Cozza punta Bumbaca e vede Mariotto

Quando Foti  e Martino riportarono a Reggio Francesco Cozza, dopo la cessione al Milan di qualche anno prima, in pochi avrebbero immaginato che il fantasista cariatese sarebbe diventato, nel bene e nel male, il simbolo di una squadra che per la prima volta e poi stabilmente si è accomodata al tavolo con le grandi del calcio italiano.

Discusso come non lo erano stati i suoi precedessori nel cuore dei reggini Poli e Mariotto, ma amato come forse nessun altro e come in  tutti i rapporti amorosi che si rispettino ci sono stati alti (tanti) e bassi (pochi). Basti pensare ai rumorosi fischi di un Reggina-Napoli nel quale il pubblico

 chiese a gran voce la sua sostituzione  inducendolo a manifestare l’intenzione di lasciare Reggio, cosa avvenuta solo in seguito soprattutto per l’intenzione della società di monetizzare dalla vendita del suo cartellino.

Nei momenti importanti la sua firma c’è sempre stata:  dalla storica vittoria di Torino del 13 giugno 1999 passando per gli spareggi contro Verona e Atalanta, senza dimenticare la doppietta  dello scorso anno con la quale la Reggina sconfisse il Parma rilanciandosi definitivamente verso la salvezza.

In molti si dimenticano anche il suo ruolo di talismano nei derby con i più acerrimi rivali: con Cozza in campo la Reggina non ha mai perso né contro il Cosenza, né contro il Messina, né contro il Catania e a fronte della stragrande maggioranza di vittorie, si contano solo due pareggi contro i dirimpettai giallorossi.

Adesso anche i numeri cominciano ad essere importanti.  Delle trecento partite che la Reggina ha disputato in massima serie in ben 165 occasioni è stato presente e nessuno può vantare una simile  cifra, che fa il paio con quella del secondo miglior marcatore assoluto in serie A con 35 realizzazioni, a 5 lunghezze dal leader della speciale graduatoria Nicola Amoruso fermo a 40.

Tuttavia limitare le statistiche alla sole annate nell’Olimpo del calcio sarebbe riduttivo.  Riassumendo tutti i match disputati da Cozza in campionato con la maglia amaranto domenica, salvo complicazioni e qui i tifosi e il diretto interessato sono autorizzati a fare gli scongiuri, collezionerà il gettone numero 211 con la Reggina.

Un numero importante se si considera che si attesterebbe in scia di Bumbaca (211 presenze), Olivotto (216) , Gallusi (218) e soprattutto di Massimo Mariotto (220), la vera icona della Reggina a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.

Mai porre limiti alle capacità del capitano ma appare difficile che possano essere agguanti  i primi tre: Poli (270), Giacchetta (274) e   l’irragiungibile Alberto Gatto (361) tenuto conto che a Gennaio le primavere diverranno trentacinque e non sarà la classe a fermare l’inesorabile progredire dell’orologio biologico.

Il computo totale delle reti invece si attesta a 43 realizzazioni (senza contare quelle in Coppa Italia) e la posizione è già quella del gradino più basso del podio dietro all’ “eterno” Gatto (48) e al top scorrer nell’ultranovantennale storia della Reggina,  Bercarich (75).

 La seconda piazza rappresenta un obiettivo da perseguire e che Orlandi si augura possa essere raggiunta  da quello che è il leader della sua squadra già nel corso di questa stagione.

Pasquale De Marte