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Le firme di Orlandi e Brienza sul primo colpo esterno della Reggina

E’ finito il precampionato della Reggina. Dopo i mesi passati a cercare assetto e uomini adatti, la quadratura del cerchio è arrivata due settimane fa contro l’Inter con una prestazione più che positiva, ripetuta anche a Genova per lunghi tratti. Per la gara di Udine, i meriti di Orlandi vanno al di là di un 4-4-1-1.

L’allenatore ci ha messo parecchio di suo nel preparare la partita, che è risultata tatticamente perfetta in fase difensiva e molto vivace in quella offensiva. La principale fonte di gioco dell’Udinese, il regista D’Agostino, è stata inaridita. Il primo pressing gli veniva portato direttamente da Cozza, ma quando provava ad avanzare di qualche metro c’era un Barreto col coltello tra i denti.

Per gli avversari è presto risultato impossibile manovrare palla a terra, e sui pochi lanci lunghi arrivati, la difesa non si è mai fatta cogliere impreparata. Raramente gli esterni Pepe e Floro Flores sono entrati in possesso palla, mentre centralmente è stata più che valida la prova di Valdez, i cui progressi si erano visti già a Genova nonostante i quattro gol al passivo.

La squadra è riuscita a rimanere corta, e quando si entrava in possesso del pallone c’erano sempre tre uomini abili a fare movimento. L’esclusione di Corradi, condivisibile alla luce della più che opaca prestazione di Genova, è servita per non dare punti di riferimento ai centrali bianconeri.

Ciò non significa che la Reggina abbia rinunciato definitivamente al lancio lungo; semplicemente si è capito che è inutile mandare campanili per una torre che non riesce a far salire la squadra. Meglio mandare due o tre uomini nella zona in cui va a cadere la sfera per prendere subito l’eventuale respinta aerea della difesa avversaria.

Strategie vincenti dunque, quelle di Orlandi, ma giù il cappello anche davanti all’ennesimo capolavoro tecnico in maglia amaranto di Franco Brienza. L’esecuzione che ha permesso alla Reggina di sbancare il ‘Friuli’ è analoga al primo gol segnato dall’ex palermitano, al suo esordio in Reggina-Cagliari: pallone lasciato cadere e colpito al volo un istante prima che tocchi terra. Corpo coordinato magistralmente e angolino basso opposto che si gonfia.

Una perla che ha messo ancor di più in luce una prestazione maiuscola del furetto ischitano, fatta di dribbling, di giocate interessanti, ma anche di sacrificio specie dopo lo 0-1. Da rilevare anche come la condizione atletica generale della squadra sia cresciuta notevolmente. Il timore che il grande dispendio di energie visto contro l’Inter fosse solo un fuoco di paglia era enorme, ma le prestazioni successive hanno smentito tutto.

E’ chiaro che non si vogliono ridurre i meriti della prima vittoria esterna della Reggina, assegnandoli solo a pochi eletti. Come ha detto lo stesso Brienza, è stato un successo di squadra. Il momento difficile è passato, il campionato della Reggina ha finalmente visto l’alba. Già a partire da domenica prossima, quando a Reggio arriverà l’Atalanta, saranno da evitare i colpi di sonno.

Paolo Ficara