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Bianchi-Corradi, destini ancora incrociati?

Corsi e ricorsi storici? Più o meno. Forse sarebbe meglio parlare di destino beffardo, comunque ancora tutto da decifrare e da dipanare. Circa un anno e mezzo fa, nell’estate del 2007, il Manchester City va cercando un centravanti di peso dopo il flop di tal Bernardo Corradi, ingaggiato dal Valencia. La trattativa con la Reggina per l’acquisto di Rolando Bianchi dura pochi giorni; sarebbe stato dunque un italiano l’erede di…

 un altro italiano.

“Bernardo mi sta aiutando molto ad inserirmi in Inghilterra”, dice Bianchi pochi giorni dopo il suo approdo alla corte di Eriksson. Dunque nessuna invidia da parte dell’ariete “disarcionato”, che tuttavia sa di essere di troppo e cerca una via di fuga. All’ultimo giorno di mercato, il presidente Tommaso Ghirardi si convince a riportarlo a Parma, accollandosi gran parte dell’ingaggio onerosissimo.

Il ritorno di Corradi a Parma non si rivela molto producente, la sua presenza da titolare si assottiglia dopo l’arrivo di Lucarelli. Non è migliore la sorte di Rolandinho a Manchester, anche se la media-gol è da bomber puro; cerca la svolta a gennaio, col prestito alla Lazio, ma non la trova. Entrambi si ritrovano in ritiro nell’estate 2008, in Inghilterra. E’ passato un anno, non sono mancate le delusioni, ma i loro telefonini squillano ancora.

Quando al più esperto dei due arriva la telefonata di Foti, è il momento di ricambiare il favore. Stavolta è Rolando che aiuta Bernardo, tessendogli le lodi della Reggina, del suo presidente e della città di Reggio. Il Manchester City vuole sbarazzarsi di entrambi: Corradi viene regalato alla Reggina, e Bianchi viene svenduto al Torino. Ad oggi, 17 novembre 2008, i fatti stanno dando ragione ai dirigenti britannici.

Sempre ad oggi, l’idea di chiedere a Bernardo di far spazio a Rolando è poco più di un pensiero stupendo. Un pensiero di Lillo Foti, naturalmente. Anche se avesse voluto schierare un centravanti di peso, probabilmente ieri a Udine il mister Orlandi non si sarebbe rivolto a Corradi: la strada per una separazione a gennaio sta per aprirsi. Sotto la Mole, anche Bianchi sembra finito irrimediabilmente in panchina, dopo 2 gol nelle prime 8 partite da titolare. A Catania non è nemmeno subentrato.

Il pensiero c’è dunque. Quello che doveva essere il centravanti titolare della Reggina non ha reso secondo le aspettative. Col passare del tempo, l’ingaggio di Bianchi è diventato decisamente più oneroso di quello di Corradi, ma un sacrificio semestrale ci può stare. Foti e Bianchi sono rimasti in ottimi rapporti, basti pensare che l’attaccante si è allenato al Sant’Agata a giugno, quando doveva recuperare da un infortunio; che il presidente ogni tanto approfitti delle amicizie per risparmiare qualche euro sugli ingaggi, è risaputo.

Se alla riapertura del mercato, le valutazioni dei tecnici Orlandi e De Biasi rispecchieranno quelle attuali, il pensiero stupendo potrebbe diventare un sogno accarezzabile. Pagheremmo di tasca nostra per vedere la faccia del presidente del Torino, Urbano Cairo, nel momento in cui Foti gli chiederà ancora un attaccante in prestito. Pagherebbero, eccome se pagherebbero, i tifosi della Reggina, per conoscere fin da ora la risposta, e magari forzarla. E se dovessero incrociarsi al Sant’Agata anche per un solo giorno, forse stavolta Rolando e Bernardo non si darebbero consigli…

Paolo Ficara