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Reggina, contro l’Udinese brillano Rakic ed i giovani

Nè Udinese nè Reggina si erano poste l’obiettivo imprescindibile di superare gli ottavi di Coppa Italia. Oggi pomeriggio dovevano essere soprattutto le cosiddette seconde linee a porsi in evidenza, per poi mettere in difficoltà i tecnici Marino e Orlandi in vista delle scelte future. Nella Reggina

, ultima in classifica, qualche avvicendamento che possa premiare alcuni giovani vivaci e capaci ci potrebbe pure stare.

I giocatori amaranto che spesso hanno rappresentato i primi cambi in campionato, non hanno particolarmente brillato. Altri che sono finiti nel dimenticatoio, hanno dato ragione al tecnico con la prestazione di oggi, condita da errori grossolani ed inaccettabili anche in gara amichevole, figuriamoci in una competizione ufficiale. I più giovani di tutti, come il portiere Marino, i centrali Cosenza e Josias, ed il centrocampista Viola, hanno mostrato le migliori cose; sarà però difficile che si possano ritagliare spazi importanti, anche se Colomba nelle cattive acque del 2000/01 trovò il coraggio di lanciare il baby Vicari. Queste valutazioni sono riferite a chi ha giocato dal primo minuto.

Tra i subentrati, di sicuro c’è qualcuno in preallarme per la partita di domenica. Rakic è quello che ha destato la miglior impressione: è il centravanti più alto, ma anche il più mobile tra quelli in organico. Probabilmente, è anche quello col miglior bagaglio tecnico. Orlandi ci ha risparmiato il posizionamento sulla fascia di Hallfredsson, che non ha il passo da esterno, almeno fino all’80’. Per quasi un’ora invece il ruolo è stato occupato dalla mezzapunta Di Gennaro. Considerando l’adattamento (con buoni risultati fin qui) di Vigiani in campionato, la logica deduzione è che a gennaio serva un degno interprete della fascia sinistra.

C’è poco altro da cui trarre indicazioni significative. Gara giocata a ritmi quasi da precampionato, domenica sarà tutta un’altra musica. Con altri interpreti. Da sottolineare un bel gesto: la fascia di capitano della Reggina è andata sul braccio del giovane Cosenza, che pochi giorni fa ha perso il padre.

Paolo Ficara