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La Reggina spreca e viene eliminata

Due formazioni sperimentali di Reggina e Udinese, ben lontane da quelle “tipo”, confermano il teorema secondo cui gli allenatori italiani sono poco sensibili al fascino della Coppa Italia, messa in secondo piano rispetto al campionato.  

La “Tim Cup” diventa importante per coloro che non riescono a trovare spazio in serie A e vogliono mettersi in luce agli occhi dei propri tecnici.

 Nella formazione amaranto i diretti interessati rispondono al nome di Stuani e Sestu, molto spesso esclusi persino dalla lista dei convocati delle gare di campionato svolte sino a qui.

Davanti c’è un Udinese che va fortissimo sia la domenica che il giovedì in Coppa Uefa e che vuole far valere la propria maggiore forza anche nel confronto tra quelle che possono

essere le seconde linee delle due squadre.

Per larghi tatti del primo tempo si assiste ad una gara dai ritmi blandi in cui sono le poche azioni degne di nota.    A fare la partita è per lo più l’Udinese che grazie alle serpentine dell’imprendibile Sanchez crea non pochi grattacapi alla difesa amaranto guidata da un ottimo  Cosenza, senza però mai trovare la via della porta se non con estemporanee conclusioni dalla distanza.

Le occasioni migliori sono della Reggina. La prima è una punizione di Viola, calciata a filo d’erba da oltre trentacinque metri al 21’, deviata in angolo dall’ex Belardi.

A scuotere il match ci prova Zapata con un clamoroso errore che mette in movimento Stuani che a un passo  dalla porta calcia addosso il portiere sprecando il regalo confezionato dalla difesa friulana.

Per l’Udinese intorno al quarantesimo è Motta a non essere da meno tirando alle stelle in perfetta solitudine davanti a Marino .

In pieno recupero gli amaranto sprecano l’incredibile.  Sestu recupera un pallone e parte in contropiede velocemente al punto da risultare irraggiungibile per la difesa friulana, al pari di Viola e Stuani che seguono l’azione.  L’ex avellinese ignora i compagni al proprio fianco  e dopo un passo all’interno dell’area prova a beffare Belardi in uscita che si oppone deviando una palla, su cui l’uruguagio non è rapido a ribadirla in rete denotando non certo un particolare feeling con il gol.

Nel secondo tempo, dopo pochi minuti, Orlandi richiama Alvarez in favore di Ceravolo in ragione di uno schieramento più votato all’offensiva, mentre Marino, l’allenatore friulano s’intende, inserisce Quagliarella al poto di Floro Flores.

Il filone della gara è lo stesso della prima frazione e a spezzarlo ci prova il solito Alexis Sanchez con una conclusione che, complice una deviazione, costringe Marino  ad una parata impegnativa.

L’evanescente Stuani viene sostituito da Barillà, ma è ancora il cileno bianconero a rendersi pericoloso al 15’.   Punizione a giro dal limite e palla fuori di poco, con portiere nettamente fuori causa.

Il mancino di Catona poco dopo mette i brividi a Belardi con un diagonale di sinistro che si spegne di poco sul fondo. Al 23’  nuova occasione per i padroni di casa: pallone che taglia in due il campo per Pasquale che sfruttando un iniziale buco di Sestu nella chiusura della diagonale difensiva, si beve l’esterno destro e a colpo sicuro scarica un destro che esalta Marino, abile a parare con i suoi lunghi tentacoli.

Cinque minuti più tardi è Belardi a salvare la sua porta chiudendo su Ceravolo lanciato in profondità sul filo del gioco.  Al 32’ Cosenza si fa saltare da Motta, ma  l’estremo difensore della Reggina si oppone col corpo alla conclusione  dell’avversario.

A cinque minuti dalla fine arriva la più ghiotta delle occasioni per la Reggina. Rakic, subentrato a Di Gennaro,  si avventa in solitudine verso Belardi, il portiere lo tocca: rigore ed espulsione.  Sul dischetto va Hallfredsson, mentre Marino fa entrare Koprivec al posto di Sanchez per difendere la porta dell’Udinese.  La conclusione dell’islandese finisce alta.

Si va ai supplementari. Dopo neanche trenta secondi Ceravolo colpisce la traversa con un bolide da oltre venticinque metri,  in cui scarica, probabilmente, tutta la rabbia per non essere stato designato come rigorista.   La Reggina non riesce a far valere l’uomo in più, creando poco o nulla in fase offensiva.

Anzi, nel secondo tempo supplementare, la prima azione degna di nota è un colpo di testa di Motta che chiama ancora una volta agli straordinari Marino sfruttando un cross di Lukovic.

Nel finale dell’extra-time Quagliarella viene espulso da Giannoccaro per un intervento da dietro su Sestu e Hallfredsson conclude di poco a lato con un tiro dalla distanza.

Ai rigori, arrivati ad oltranza fino ai portieri, l’errore decisivo è di Tognozzi dopo ben venti tiri dal dischetto. Archiviata la Coppa Italia, adesso per la Reggina è tempo di campionato.

Pasquale De Marte