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La Reggina si suicida a Genova

Il Genoa per continuare sulla scia delle buone prestazioni collezionate in serie e dell’altissimo rendimento casalingo, la Reggina per dare seguito alla buona prestazione contro l’Inter se possibile portando punti alla propria povera classifica.

Erano questi gli obiettivi che si ponevano rossoblu ed amaranto prima di scendere in campo quest’oggi a Marassi, con i padroni di casa nettamente favoriti sulla “Cenerentola” del campionato allenata da Nevio Orlandi che si trova a fare a meno di  Lanzaro,  sostituito da Santos al centro della difesa con Cirillo spostato a destra, a discapito dell’escluso Alvarez, alternativa naturale nel settore difensivo di destra, mantenendo intatto l’intelaiatura della squadra che stava

 per fermare l’Inter di Mourinho.

Problemi di abbondanza invece per Gasperini che conferma il suo 3-4-3, risolvendo a favore di  Palladino il ballottaggio con Gasbarroni e mandando a sorpresa Criscito in tribuna.

L’inizio di gara è confortante per la Reggina che prova a ribattere colpo su colpo al Genoa, soffrendo un po’ quando il gioco si velocizza ma senza mai andare in affanno grazie ai raddoppi dei centrocampisti e mettendo in mostra un buon fraseggio, sebbene circoscritto alla propria metà campo e lontano dalla porta  difesa da Rubinho. Al 17’ il primo a farsi vedere è Diego Milito con una conclusione insidiosa dal limite finita non molto più in alto dell’incrocio dei pali.

Al 21’ però arriva l’occasione più pericolosa del match ed è degli amaranto.   In contropiede Cozza imbecca Corradi in area che appoggia all’accorrente Brienza che di destro, non il suo piede, angola bene il tiro senza dargli troppa potenza e consentendo il non facilissimo intervento a Rubinho su una palla indirizzata all’angolino basso.

Al 28’ un batti e ribatti al limite dell’area porta nuovamente alla conclusione il numero ottantuno che con una botta violenta fuori misura fa correre un altro brivido all’estremo difensore brasiliano.   Il paradosso maggiore della prima frazione di gioco è rappresentato dal fatto che è la Reggina rischiare più degli altri sul contropiede degli avversari.

Al 32’ Palladino rompe il monologo amaranto con una violenta conclusione dalla sinistra che va al colpire la traversa.   Il Genoa sembra mettere da parte le manovre avvolgenti che lo contraddistinguono e si trova a dover fare i conti con Cozza e soprattutto Brienza che seminano il panico nella retroguardia rossoblu.

Nel finale del tempo arriva quella che potrebbe essere la svolta della gara. Costa, già ammonito, interviene su Biava in scivolata senza colpire l’avversario che lo salta e cadendo induce l’arbitro ad espellere il difensore reggino, autore fino al momento di un’ottima prova sia in fase difensiva che offensiva.

Orlandi sposta Vigiani nel ruolo di terzino, arretrando la posizione di Brienza, ma non può fare nulla quando la pressione del Genoa inizia a diventare insostenibile per la Reggina.  Gasperini inserisce Gasbarroni che si procura un rigore che pare esserci per un intervento di Valdez in scivolata, implacabilmente realizzato da Milito al 53’.

L’intensità degli amaranto non può essere quella del primo tempo vista nel primo tempo data l’inferiorità numerica, e il Genoa con gli spazi larghi va a nozze.

Davanti Corradi raramente riesce a tenere palla e a far salire la squadra, mentre l’inserimento di Barillà per Cozza ha l’unica funzione di evitare che gli esterni genoani dilaghino nelle praterie di una squadra in inferiorità numerica destinata a scoprirsi per rimediare alla situazione di svantaggio.

Al 25’ Milito viene servito in profondità da Gasbarroni, ma la conclusione di prima intenzione dell’argentino è alta. 

Il Genoa sfiora ancora il raddoppio in più circostanze, la più clamorosa delle quali è una conclusione a giro di Milito che chiama Campagnolo ad uno spettacolare intervento volante.

Intorno alla mezz’ora arriva puntuale il gol subito su calcio piazzato dalla difesa della Reggina, è sempre l’argentino a beneficiare dell’allegra marcatura di Valdez, concludendo in rete di testa dopo una “spizzata” di un compagno sul primo palo.   Il gol di Sculli su assist del “Principe”  e il terzo gol del bomber genonano chiudono la gara in maniera definitiva sul 4-0.

Finisce in gloria per il Genoa che si gode la vittoria e la sesta vittoria consecutiva a Marassi, viceversa sono altrettanti i ko lontano dal Granillo per la Reggina, che questa volta rispetto alle imbarazzanti prove precedenti può ripartire dall’ottima prestazione offerta fino a quando si è trovata a giocare in undici contro undici. 

Tuttavia i numeri e la classifica sono impietosi, urgono risultati e appare difficile che possano arrivare già dalla prossima trasferta di Udine.

Pasquale De Marte