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Da Scarpi a Di Gennaro, quanti ex!

Non si raggiungono i numeri della scorsa stagione, ma gli ex di Genoa-Reggina sono parecchi. L’ultimo arrivato in casa amaranto è Davide Di Gennaro, uno che aveva iniziato la stagione con i grifoni di Gasperini.

Il giocatore ha disputato uno spezzone di gara nella prima giornata di questo campionato, prima di lasciare la Liguria rimanendo però in comproprietà tra la società di Preziosi ed il Milan.

Fu toccata e fuga quella di Maurizio Lanzaro, infortunato e assente domenica, che arrivò a Reggio dopo la doppia retrocessione  decretata per illecito sportivo alla  più antica società d’Italia che si trovò in pochi giorni dall’entusiasmo di una ritrovata serie A al baratro della C.  Il difensore campano arrivato con la consapevolezza di disputare un campionato di massima serie, lasciò Genova per una norma che consentiva ai giocatori arrivati in quella sessione estiva di calciomercati di ritornare alle loro precedenti squadre, nel suo caso l’essere arrivato a parametro zero  consentì a Foti di tesserarlo con da free-agent.

Nell’estate 2003 si verificò il passaggio di Ciccio Cozza sotto la “Lanterna” per tre milioni di euro per volere di Gigi De Canio, esonerato prima dell’inizio del campionato da Preziosi e rimpiazzato da Cosmi, che

non ebbe mai un feeling particolare col capitano amaranto. Cinque presenze e già a Gennaio trasferimento a Siena, lasciandosi alle spalle una non esaltante esperienza in maglia rossoblu.

L’altro ex è Santos. Il difensore brasiliano ha giocato lo scorso anno con il Genoa, timbrando sedici presenze senza lasciare il segno.

Sarà una gara dal sapore particolare per Christian Puggioni, nativo di Genova e cresciuto nelle giovanili della Sampdoria, rivale cittadina degli avversari degli amaranto di domenica e Peppe Sculli, reggino di Locri, che in qualche circostanza ha saputo far male alla Reggina.

Il secondo portiere di Gasperini è un certo Alessio Scarpi, uno che alla Reggina fece bene in un periodo in cui la serie A era lontana dall’immaginario degli sportivi reggini. Si trattava delle stagioni 1995/96  e 1996/97  quando un giovane portiere di Jesolo, proveniente in prestito dal Cagliari, dimostrò di avere le spalle larghe e il talento per guadagnarsi il posto da titolare spodestando Sandro Merlo e  divenire ben presto uno dei punti di forza della Reggina, trampolino di lancio per una carriera ricca di soddisfazioni soprattutto in maglia cagliaritana.

Uno dei maggiori punti di forza del Genoa sono senza dubbio le fasce e a solcarle saranno due ex amaranto che in passato hanno saputo fare la fortuna della Reggina.

Si tratta di Francesco Modesto e Giandomenico Mesto.  Il  mancino crotonese è stato ceduto a titolo definitivo  a giugno da Foti al Genoa, mentre l’esterno pugliese si trova ancora in comproprietà tra le due società, sebbene quest’estate la  metà  appartenente all’Udinese sia stata in un primo momento  riscattata dalla Reggina per poi essere rivenduta ai liguri.

Due storie diverse, ma allo stesso tempo molto simili.   Modesto (104 presenze e 3 gol in riva allo Stretto) nell’agosto del 2005 per rimpiazzare Balestri, ceduto negli ultimissimi giorni di mercato al nuovo Torino di Cairo. Molti non videro di buon occhio la sostituzione di un uomo di esperienza con un esordiente, ma ben presto si trovarono ad essere smentiti dalle prestazioni del giocatore che soprattutto nelle annate di Mazzarri seppe dare il meglio di sé, avendo una flessione nel proprio rendimento solo nell’ultima stagione passata a Reggio forse per una questione di stimoli venuti a mancare dopo il mancato  e agognato passaggio alla Roma. Infortunato, non sarà della partita.

Giandomenico Mesto si trova a giocare la seconda stagione lontano da Reggio dopo l’esperienza di Udine, ma il cordone ombelicale che lo lega a quella che è stata la sua “culla calcistica” è certificato dalla metà del suo cartellino ancora di proprietà della Reggina.

Nativo di Monopoli, è un figlio del S.Agata che ha saputo imporsi fino a diventare uno dei migliori esterni destri italiani, al punto da guadagnarsi la convocazione in nazionale di Lippi (prima volta per un giocatore militante nella Reggina) che  in due circostanze lo ha schierato nella formazione sperimentale che affrontò una tournée nel 2005 negli Usa, per poi richiamarlo ancora  in occasione di gare di qualificazioni mondiali in cui però non andò neanche in panchina. Non furono le uniche soddisfazioni che si tolse in azzurro, poiché è difficile dimenticare l’Europeo under 21 vinto nel 2004 in cui fu uno degli uomini chiave di quella squadra e il bronzo  ottenuto alle olimpiadi di Sydney dello stesso anno.

Ottenne la fiducia da Mutti, ma la sua definitiva esplosione avvenne con Camolese prima della consacrazione con Mazzarri e in Friuli.  Un decennio in amaranto tra giovanili e prima squadra, 137 gettoni e 1 gol in serie A sono i suoi numeri più importanti, oltre all’inseparabile 20 sulle spalle che lo contraddistingue da sempre.

La Reggina si augura che l’esterno  che ha fatto la differenza per i propri colori nel recente passato posso essere traditi dall’emozione di fronte a quella maglia che ha gli ha dato  tanto, anche perché affrontarlo in forma sarebbe quasi proibitivo per una formazione che si trova ad essere ultima in classifica e con tanti problemi sul groppone.

 

Pasquale De Marte