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Reggina, il bivio di Foti

La Reggina riprenderà ad allenarsi oggi pomeriggio alle 15:00 (sabato c’è l’Inter), ed a dirigere i lavori ci sarà Nevio Orlandi. Non sarà semplice trovare le parole giuste da rivolgere alla squadra, dopo l’ennesima brutta figura esterna. Intanto va detto che la fiducia nei suoi confronti, da parte di squadra

 e piazza, è ai minimi storici. E adesso vacilla anche quella del vertice societario.

Ancora una volta il presidente Foti, nei suoi discorsi alla squadra, dovrà manifestare la sua fiducia nei confronti del tecnico, per proteggerlo e fare in modo che tutte le componenti cerchino di remare nella stessa direzione. Ma è chiaro che il navigato presidente si rende conto che 5 punti in 9 partite sono una miseria (in caso di sconfitta sabato con l’Inter, verrà eguagliato il percorso di Ficcadenti), e soprattutto sono frutto di un’assenza di trame offensive che si manifesta soprattutto in trasferta, mentre in casa viene mascherata dalla voglia di far bene di fronte al sempre più sparuto pubblico amico.

Ieri a Napoli, Orlandi ha sbagliato tutto ciò che c’era da sbagliare. La colpa principale è quella di non insistere mai su un modulo ben definito: se si va a Napoli con l’idea che al 99% non si farà risultato causa avversario più forte, tanto vale insistere sui temi tattici proprosti contro il Lecce, poco importa se poi i gol al passivo sono 1, 3 o 7. Invece il tecnico insiste a comportarsi come Penelope.

Dopo aver vagliato tutte le soluzioni possibili, relativamente ad un avvicendamento in panchina, Foti ha individuato in Walter Novellino l’unico tecnico capace di dare una sterzata, ottenendo però un netto rifiuto. L’ex allenatore della Sampdoria attende segnali dal Torino, club che lo ha ancora sotto contratto (oneroso). In ogni caso, non sembra particolarmente attratto dai “programmi” del club calabrese. Chissà se ci ripenserà…

Si prosegue con Orlandi dunque, anche se la convinzione si affievolisce sempre di più. Il rapporto tra presidente ed allenatore è sempre solido, dal punto di vista umano, ma l’assenza di gioco, di compattezza e di risultati è difficilmente controvertibile fino alla riapertura del mercato. Forse non sarà la partita con l’Inter a decidere il destino di Orlandi, ma è bene che parta un’esortazione: se si sceglie definitivamente di non dare la sterzata con un altro allenatore, che si individuino fin da adesso i calciatori, in particolare difensori, da acquistare nel mercato di riparazione. La Serie A è un bene prezioso, per tutti.

Paolo Ficara