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Reggina, un supplizio a Napoli

Ennesima brutta figura della Reggina lontano dal Granillo che dopo aver vinto la sua prima partita con il Lecce, viene fuori con le ossa rotte dal San Paolo.  La più eloquente delle note da segnalare è che il portiere partenopeo Navarro si sporca i guanti solo alla mezz’ora della ripresa in occasione di un cross neanche tanto insidioso  da parte di Hallfredsson, subentrato a Barreto nella ripresa.

Era lecito attendersi una sconfitta al cospetto di un avversario che probabilmente è superiore agli amaranto, ma non certo l’ennesima prova intrisa di arrendevolezza e impotenza in trasferta.

La partita di oggi ha espresso una Reggina che , al cospetto

 di un Napoli primo in classifica, prova a non farsi intimidire dai cinquantamila del San Paolo con un foltissimo centrocampo e il nuovo, l’ennesimo, modulo che prevede una difesa a tre con Costa a sinistra,  gli innesti di Barillà e Alvarez sulle fasce, Tognozzi con Carmona e Barreto in mezzo e  il solo Vigiani schierato alle spalle di Corradi.

Dopo sei minuti, però salta già il fortino di Orlandi. Palla filtrante di Lavezzi per Hamsik che dal cuore dell’area guarda in mezzo e imbecca Denis che ,dopo aver fintato il tiro e messo fuori causa Costa, trafigge Campagnolo da posizione favorevole. Come al solito è stato sufficiente un po’ di movimento da parte di centrocampisti e attaccanti per mandare in tilt la fase difensiva amaranto.

Reazione degli ospiti? Neanche a parlarne. Solite azioni estemporanee e per lo più scaturenti da iniziative personali che non fanno neanche il solletico al terzetto difensivo di Reja.

Già al sedicesimo arriva il gol del raddoppio firmato ancora una volta da Denis. Lavezzi, vince un contrasto con Tognozzi, uno che pesa svariati chili più dell’argentino, serve Hamsik in profondità e mentre la difesa reclama un fuorigioco che non esiste, lo slovacco in perfetta solitudine serve il centravanti partenopeo che a porta sguarnita deposita la palla nel sacco.

A tratti si ha l’impressione di vedere a confronto una squadra che gioca col sangue agli occhi avventandosi su tutti i rimbalzi e un’altra che non ha la forza né morale, né atletica per fronteggiarla.

La partita destinata ad essere un supplizio per la Reggina, e una nuova triangolazione Hamsik-Denis manda in porta l’argentino chiamando agli straordinari Campagnolo al 24’, ripetendosi al 35’ su una conclusione al volo di Lavezzi in perfetta solitudine.

Ai primi venticinque minuti infernali del Napoli, ne seguono venti nei quali la gara si addormenta e la Reggina raramente prova l’ebbrezza di calcare l’erbetta dell’area di rigore partenopea, limite quasi invalicabile per gli avanti di Orlandi.

Il tecnico non cambia nessun uomo nella ripresa, ma varia l’atteggiamento tattico portando Barillà e Barreto a supporto di Corradi, Alvarez tra i difensori, Costa a centrocampo e Vigiani sulla destra.  Chi invece si inverte i ruoli sono guardalinee Nicoletti e quarto uomo Farina, che per la prima volta

Per la prima volta si ha la sensazione che la Reggina voglia attaccare, ma quando lo fa attua delle manovre piuttosto arruffone che non sortiscono mai azioni degne di nota, fatta eccezione per un cross di Barillà non raccolto da Corradi arrivato in ritardo.

Sotto la pioggia battente Di Gennaro rivela Barillà, mentre l’ex Aronica sostituisce l’infortunato Santacroce. Da un calcio d’angolo a proprio favore la Reggina subisce un contropiede incredibile che porta Maggio a involarsi sulla destra e  a servire in area a Denis un pallone che richiede solo di essere spinto in rete.

Intanto a rendere sempre più grigio il futuro c’è un ultimo posto in classifica che appare difficile da abbandonare da qui a breve visto che i prossimi impegni si chiamano Inter in casa e Udinese in trasferta.

Pasquale De Marte