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Reggina, quando disorganizzazione fa rima con confusione

di Paolo Ficara – Quinta trasferta, quinta prestazione agghiacciante, quinta sconfitta per la Reggina. Le alchimie tattiche, i cambi di modulo e di uomini, continuano a non portare frutti, così come continuano sistematicamente ad essere attuati

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Non parliamo degli assenti; Orlandi ha addotto motivazioni fische per quanto riguarda i non convocati, dunque non è questo il tasto su cui battere.

I vari Cirillo, Santos, Valdez e qualche volta anche Lanzaro e Costa, si erano fin qui messi in evidenza per svarioni individuali. Stasera sono stati utilizzati i difensori Lanzaro, Valdez e Costa. Presi individualmente, si tratta di elementi più che validi. Stasera fra di loro è regnata la disorganizzazione, è stata evidente l’assenza di una guida, con tanto di imbarazzanti tentativi di mettere in fuorigioco gli avversari.

La linea Maginot schierata a centrocampo non è servita a proteggere la difesa, nè tantomeno a supportare l’attacco (?). E pensare che per schierare tre mediani, di cui ormai ben conosciamo la poca propensione verso l’inserimento offensivo, Orlandi ha rinunciato a Di Gennaro. Passare al modulo 4-3-2-1 dopo il 2-0 del Napoli, con Barillà schierato come mezzapunta, la dice lunga sulla confusione che regnava sovrana anche in panchina.

Corradi è alto, Corradi è robusto, Corradi è astuto, ma Corradi è uno e non può lottare da solo contro tre difensori avversari. Solo era e solo è rimasto anche dopo l’intervallo, quando col nuovo ennesimo modulo ha visto Barreto come compagno più vicino. C’è poco da aggiungere sulle “fasi salienti” della partita; basti pensare che c’erano ben sette calciatori della Reggina all’interno della propria area di rigore, mentre Denis segnava comodamente il primo gol.

Concediamo all’allenatore le attenuanti del poco tempo a disposizione per preparare l’impegno ravvicinato e delle assenze. Non possiamo però esimerci dal sottolineare gli errori commessi con i 18 calciatori a disposizione.

Ci domandiamo cosa debba fare Di Gennaro per ottenere un posto da titolare, se non gioca nemmeno in assenza di Brienza e Cozza. Ci domandiamo quali fossero i compiti tattici iniziali di gente come Vigiani e Barreto, che vagavano per il campo. Ci domandiamo cosa aspettasse stasera il mister Orlandi per ricorrere alle sostituzioni, che sarebbero dovute avvenire almeno subito dopo il 2-0, ed invece la prima l’abbiamo vista a metà ripresa.

Stasera al San Paolo di Napoli, si è vista tanta disorganizzazione da parte della Reggina. Disorganizzazione unita a confusione, specie da parte del tecnico. Due termini che, oltre a fare rima fra di loro, fin qui hanno assonanza (lo dice l’ultimo posto in classifica) con quel termine che la Reggina riesce ad evitare dal 2003 a questa parte…