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Aronica, ex poco amato ma rimpianto

Non figurano ex di turno nell’organico della Reggina che andrà ad affrontare il Napoli a domicilio.  E’ chiaro che però si tratterà di una gara dal sapore diverso per due che pur non avendo mai indossato l’azzurro partenopeo sono legati da un cordone ombelicale ai colori della formazione di Reja essendo nati nei dintorni del capoluogo campano.

Si tratta di Franco Brienza e Bruno Cirillo, con quest’ultimo che sarà

costretto a saltare la sfida a causa della squalifica rimediata per cumulo di ammonizioni.

Sarà quasi sicuramente titolare l’unico vero ex della gara.  Si tratta di Salvatore Aronica, ceduto dalla Reggina al Napoli proprio nelle ultime ore dello scorso calciomercato estivo.

Il difensore palermitano ha maturato ben due esperienze in riva allo Stretto. La prima durò solo pochi mesi, poiché dopo esser arrivato in prestito dalla Juventus come un giovane di belle speranze nell’agosto del ‘99 venne dirottato a Crotone dove iniziò a giocare con regolarità nel campionato di serie C1.

Iniziò a girare un po’ per l’Italia togliendosi le sue maggiori soddisfazioni ad Ascoli ed a Messina, prima di fare ritorno a Reggio Calabria, questa volta da difensore di provata esperienza.

Ebbe modo di far parte di quella strepitosa squadra che conquistò la salvezza nonostante la gravosa penalizzazione di quindici punti, poi ridotti a undici,  mettendosi in luce come uno dei protagonisti assoluti giocando un campionato che lo portò ad essere uno dei difensori più affidabili dell’intero panorama italiano.

La sua seconda annata non fu però all’altezza della prima visto che sembrò più che altro la brutta copia del grande difensore ammirato la stagione precedente, prima di riprendersi nelle ultime partite in cui la squadra vinse tre scontri diretti su tre e conquistando un’altra clamorosa salvezza.

Nel corso del campionato gli venne imputata una certa mancanza di stimoli  dovuta alle sirene che provenivano dal Palermo, squadra della sua città natale che nel gennaio scorso aveva provato a riportarlo a casa sbattendo sul rifiuto di Foti che non volle privarsi di uno dei suoi uomini cardine.

A Giugno, dopo la partita di Cagliari, assieme ad Amoruso esternò la sua intenzione di lasciare Reggio per andare alle ricerca di piazze che potessero  stuzzicarlo maggiormente sul piano delle ambizioni.  Palermo, Napoli o Lazio furono delle destinazioni pubblicamente apprezzate dal giocatore, che con l’andare del tempo iniziò ad accaparrarsi le antipatie dei propri sostenitori che difficilmente saranno pronti ad applaudirlo in occasione di un suo futuro ritorno al Granillo.

Le sue velleità di trasferimento sembravano destinate ad essere vane dato che fino al 31 agosto si trovò a giocare con la Reggina, esordendo con una grande prova in quel di Verona contro il Chievo.

Il giorno dopo il Napoli portò a termine la trattativa con la quale Domizzi si trasferiva a Udine e individuò nel mancino palermitano il rinforzo giusto per la sua retroguardia. Fu una trattativa non difficilissima, visto che i tre milioni di euro messi sul piatto da Marino per il trentenne difensore furono lo strumento giusto per far desistere Foti dal trattenere un giocatore controvoglia.

Per lui in amaranto si registrano 71 presenze senza alcuna realizzazione, in un periodo nel quale fu al centro di una vicenda che lo accusava di aver offeso con epiteti razzisti il laziale Makinwa, divenuto poi suo compagno di squadra proprio a Reggio nella scorsa stagione.

Tra le partenze, quella di Aronica è probabilmente quella che sta creando maggiori difficoltà ad una Reggina che soffre soprattutto in difesa e quello che secondo Foti sarebbe il suo naturale sostituto, Santos, non offre le garanzie offerte dall’ex giocatore di Bagheria e Juventus.

Pasquale De Marte