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La Reggina inventa un nuovo schema…

Con la prestazione meno convincente della stagione, con riferimento alle sole gare interne, la Reggina è riuscita ad ottenere la prima vittoria in campionato. Il baratto tra una manovra avvolgente ed il risultato pieno lo avremmo firmato tutti prima del fischio d’inizio, soprattutto

 Orlandi, dunque non c’è da farne una question di stato. Il successo serve per stare agganciati ad un plotoncino di coda, che ha visto anche le impennate di altre squadre, ma risolve solo in parte i problemi mostrati fin qui dagli amaranto.

Davvero pessimo il Lecce di Beretta, sempre rintanato nella propria metà campo. Mai occasione è stata più ghiotta per la Reggina, che difficilmente troverà un avversario così remissivo nelle prossime partite. Orlandi ha cambiato per l’ennesima volta il modulo, speriamo che il 3-4-2-1 rappresenti la scelta definitiva. Non perchè abbia portato bene, ma questa squadra ha bisogno di trovare quegli automatismi che le continue modifiche allo schieramento gli hanno fatto smarrire. Il ritorno alla difesa a tre non ha inciso più di tanto, anche se è vero che Lanzaro si è trovato meglio. Gli attacchi del Lecce sono stati troppo pochi per trarre un giudizio significativo.

Ci rifacciamo all’Orlandi versione primavera 2008: “il modulo conta zero”, soleva dire il mister agli inizi del percorso che ci avrebbe condotto alla salvezza. L’allenatore è il primo a sapere che dev’essere la squadra a battersi e a giocare al meglio delle proprie possibilità, se viene meno questa voglia non c’è alchimia tattica che tenga. Però un nuovo schema, Orlandi lo ha sicuramente inventato…

Fino al gol del vantaggio, e per certi tratti anche oltre, sembrava che l’imperativo fosse “palla a Vigiani”. L’esterno destro è stato servito decine di volte, ha corso per tre fin dall’inizio e nella ripresa ha trovato la misura degli inserimenti e dei passaggi. Sia a Firenze che nella parte finale della scorsa stagione, il gioco è passato sempre dai piedi di Cozza. Ieri il capitano, dopo aver scoccato il primo tiro su sponda di Corradi, non ha più visto un pallone, nemmeno su rimessa laterale quando si trovava a due metri dal battitore.

Lo schema del “palla a Vigiani” è servito come forma di riscatto ai grandi delusi di Firenze: Vigiani appunto, sostituito immeritatamente, e Corradi che era finito in tribuna. Il centravanti aveva chiesto qualche cross in più ed è stato accontentato. Il dato di fatto è che dalla premiata ditta Vigiani-Corradi è scaturita la prima vittoria della Reggina. Basterà a superare definitivamente qualche divisione interna? Mercoledì sera avremo la prima risposta a Napoli.

Paolo Ficara