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Reggina per un tempo, Lecce mai

Nel delicato scontro salvezza contro Il Lecce la Reggina rispolvera lo schieramento a tre in difesa, con Costa spostato sulla linea dei centrocampisti e il duo Brienza-Cozza alle spalle del riferimento offensivo Corradi, al rientro dopo  la tribuna di Firenze.

I salentini che sono costretti a fare a meno di Zanchetta, schierano a sorpresa Ardito e giungono in riva allo Stretto con un centinaio di rumorosi  e colorati fedelissimi.

Il primo brivido è dovuto a una sortita di Tiribocchi che al 6’ si beve Cirillo e

da posizione defilata, poco dentro l’area di rigore, prova un tiro che si spegne molto lontano dai pali della porta difesa da Puggioni.

Al 19’ arriva la prima occasione per i padroni di casa con una punizione di Brienza che finisce alta alle spalle di Benussi.

La gara appare bloccata. La Reggina non riesce a superare con facilità la linea di metà campo, mentre il Lecce preferisce portare palla senza mai affondare il colpo. Il risultato è una partita asfittica che riserva  ben poche emozioni.  

Al 25’ si rinnova il duello Tiribocchi-Cirillo,  il leccese lo supera nuovamente tirando debolmente tra le braccia di Puggioni.

Due minuti dopo arriva la più bella azione della gara. Lancio millimetrico di Barreto  per la testa di Corradi, che con la nuca serve l’accorrente Cozza, il quale dal limite calcia al volo chiamando agli straordinari Benussi che si salva in angolo.

Gli amaranto sembrano prendere coraggio e iniziano a far girare meglio la palla senza mai però trovare il modo di arrivare sul fondo per servire dei palloni in mezzo o per affondare centralmente.

Al 42’ c’è un altro piccolo sussulto della formazione di Orlandi, ancora una sponda, questa volta di Cozza, e tiro al volo di Carmona da distanza quasi impossibile che viene controllato dall’estremo difensore leccese.

Finisce così un primo tempo giocato senza mordente dalla Reggina e il taccuino del direttore di gara privo di ammoniti la dice lunga su quanto visto in campo.

La ripresa si apre con Konann al posto di Castillo, al 48’ subisce fallo in area. Per l’arbitro Russo è rigore, per il guardalinee no. Il direttore di gara revoca la sua decisione e il gioco riprende, dopo le proteste vibranti dei giocatori di Orlandi e l’ammonizione a Cirillo.

Poco dopo l’arbitro, in evidente stato confusionale, nega un chiaro fallo da rigore su Corradi e ammonisce l’attaccante per simulazione. 

Al 53’ Caserta semina il panico nella difesa amaranto, il suo tiro viene contrastato da Valdez che salva alla disperata da ultimo uomo.

Due minuti più tardi Russo sale ancora in cattedra e assegna un rigore, forse meno evidente degli altri,  che questa volta viene tirato  e realizzato da Corradi, che si era guadagnato la massima punizione.

Va detto che nessuno dei tre contatti è sembrato essere totalmente da rigore, ma è un dato di fatto la mancanza di personalità dell’arbitro  che negli ultimi due episodi completamente analoghi ha valutato in due maniere diverse perché, evidentemente, condizionato dal corso degli eventi.

 

Beretta prova a correre ai ripari inserendo Giuliato al posto di Esposito e Cacia per Ardito, ma i primi effetti della reazione si notano solo al 72’con un potente destro dalla distanza di Tiribocchi che viene respinto da Puggioni con i pugni.

Dopo aver sostituito Cozza con Di Gennaro, Orlandi richiama Brienza per Tognozzi, avanzando la posizione di Barreto. La mossa potrebbe rivelarsi azzeccata già dopo pochi minuti, quando il  paraguaiano si fa trovare smarcato sulla destra e dopo aver superato un uomo mette un ottimo pallone basso nel mezzo, che non viene raccolto dagli attaccanti amaranto.

Appena dopo il 90’ Russo assegna un altro rigore alla Reggina per un fallo su Carmona, evidentemente trattenuto in area. Ancora rigore e ancora Corradi sul dischetto, 2-0 per la Reggina  e prima vittoria  per gli amaranto, con Puggioni che per la prima volta mantiene inviolata la porta nel corso di questo campionato.

Tre punti che rappresentano una cura momentanea per la formazione di Orlandi ma, non di certo, la panacea di tutti i mali che la Reggina ha anche oggi palesato.

 Pasquale De Marte